Trapani Oggi
Trapani Oggi

Mercoledì, 21 Agosto 2019

Trapani Oggi
Notizie Cosa Fare in città Video

Daniele Lorenzo col film “Occhiolà” vince il festival del cinema archeologico di Selinunte - Trapani Oggi

0 Commenti

3

1

2

3

0

Testo

Stampa

barraco
Cultura
Castelvetrano

Daniele Lorenzo col film “Occhiolà” vince il festival del cinema archeologico di Selinunte

04 Agosto 2014 14:05, di Niki
Daniele Lorenzo col film “Occhiolà” vince il festival del cinema archeologico di Selinunte
Cultura
visite 234

L’augustano Lorenzo Daniele ha vinto la quarta edizione del Festival internazionale del cinema archeologico. La manifestazione, promossa in collaborazione con la Fondazione Museo civico di Rovereto e la rivista specialistica “Archeologia Viva” ha avuto il patrocinio del Comune di Castelvetrano il cui sindaco, Felice Errante ha consegnato al vincitore il “Premio Selinon”, la riproduzione di un tetradramma selinuntino in argento opera della Morpier di Firenze. La tre giorni di proiezioni si è tenuta presso il Campus archeologico museale di contrada Manicalunga a Triscina, considerata la periferia dell’antica città di Selinunte, dove sono state effettuate campagne di scavi su una necropoli. Quella di Selinunte è una delle poche appendici della rassegna internazionale che si organizza proprio nel centro del Trentino Alto Adige. Daniele ha vinto con “Occhiolà – Un Presepe dei monti Erei” che narra di Occhiolà, un borgo contadino dell’entroterra catanese, alle pendici dei monti Iblei, distrutto nel gennaio 1693 durante il sisma che si abbatté sui paesi della Sicilia sud-orientale. Tre secoli dopo, la ricerca archeologica ha messo in luce i resti di quel luogo, scoprendo tra le macerie e i detriti le tracce di una vita interrotta. Tra i reperti, un piccolo presepe modellato a mano, sigillo dell’ultimo palpito di vita del villaggio. Il film è stato prodotto nel 2011 da Fine Art Produzione in collaborazione con la Scuola di specializzazione in Beni Archeologici dell'Università di Catania. «Il nostro impegno in Sicilia è un’impresa davvero difficile – ha detto Lorenzo Daniele – per la mancanza di fondi e quando un lavoro realizzato a fatica incontra i favori del pubblico per l’autore è una grande gratificazione». Al Baglio Calcara, restaurato e oggi sede dei laboratori di restauro per i reperti archeologici trovati proprio in contrada Manicalunga, il pubblico ha giudicato col voto il film più bello. I documentari in gara erano sei, tutti doppiati in italiano, scelti tra il meglio della produzione cinematografica internazionale a tema archeologico, storico, etnologico. Nel corso della manifestazione il soprintendente del Mare, Sebastiano Tusa, ha svelato un particolare su un rostro esposto, Si tratta della sigla «V1D» che è stata trovata unicamente all’interno di uno dei dieci rostri finora recuperati alle Egadi. Il particolare che rappresenta la vera novità nella campagna di scavi nel mare delle Egadi condotta in questi anni in 270 chilometri quadrati di mare dalla RPM Nautical Foundation, è stato svelato per la prima volta dal soprintendente del mare Sebastiano Tusa, cogliendo l’occasione dell’esposizione al pubblico al Campus archeologico museale di Triscina di tre dei dieci rostri recuperati alle Egadi. Uno dei tre è attualmente in uno dei laboratori del Cam per la pulitura. L’archeologo è intervenuto ieri dopo la premiazione del festival, per illustrare questo particolare che sino ad ora non era stato reso pubblico. «La sigla si trova all’interno di uno dei rostri ed è l’unica sino ad ora trovata – ha detto Tusa – non possiamo escludere che si tratta della firma del fonditore. Ulteriori studi scientifici ci consentiranno di acquisire ulteriori elementi. La sigla rappresenta, comunque, un elemento unico sino ad ora mai scoperto». «L’analisi accurata del bronzo ci ha consentito di studiare la bravura dei fonditori – spiega l’archeologa Cecilia Buccellato che sta collaborando con la campagna di ricerca – ogni rostro, dal peso medio di 180 chili, veniva preparato in un unico blocco e la presenza di poche bolle d’aria ci ha consentito di giudicare la bravura dei fonditori nel realizzare un unico pezzo in una volta». In fondo al mare delle Egadi, attualmente, rimane ancora un rostro già individuato e da recuperare. «Soltanto setacciando altre zone di mare possiamo riuscire a sapere della presenza di ulteriori reperti risalenti alla battaglia delle Egadi avvenuta nelle acque delle Egadi il 10 marzo 241 a.C. fra le navi romane e quelle cartaginesi» ha detto Tusa.

© Riproduzione riservata

Commenti
Daniele Lorenzo col film “Occhiolà” vince il festival del cinema archeologico di Selinunte
Il tuo messaggio è stato correttamente registrato e sarà valutato al più presto da un moderatore.
Altre Notizie