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Erice

Danni alla rete idrica, alle battute finali il procedimento del Comune contro la Regione

17 Marzo 2017 08:41, di Ornella Fulco
Danni alla rete idrica, alle battute finali il procedimento del Comune contro la Regione
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Si è tenuta giovedì scorso, 9 marzo, presso il Tribunale regionale delle Acque pubbliche di Palermo, l'udienza di discussione finale del procedimento avviato dall'amministrazione comunale di Erice contro la Regione e l'EAS per i danni alla rete idrica comunale causati dalla cattiva qualità dell'acqua proveniente, negli anni scorsi, dal dissalatore regionale di Nubia. L'azione è partita nel 2013 con un ricorso presentato dall'avvocato Vincenzo Maltese, legale incaricato dal Comune di Erice, presso il Tribunale di Trapani per accertare, tramite una perizia tecnica (consulente l'ingegnere Bonvissuto, nominato dal presidente del Tribunale di Trapani), lo stato della rete idrica e il nesso di causalità tra i danni e la qualità dell'acqua dissalata che per decenni è stata immessa nella rete comunale. Forti di questa relazione tecnica d'ufficio, che ha accertato tale ipotesi - e dunque individuato la responsabilità della Regione, confermando, di fatto, quanto di già "riconosciuto" dalla Giunta di Governo regionale nel 2008, che deliberò lo stato di calamità su proposta della Protezione Civile regionale al riguardo interpellata dal sindaco Tranchida - e viste le continue omissioni e immobilismo da parte degli uffici regionali e degli organi di governo regionale preposti circa il necessario finanziamento della nuova rete idrica nel frattempo progettata dal Comune di Erice, l'amministrazione Tranchida ha proseguito l'azione giudiziale contro la Regione, dinanzi al competente Tribunale delle Acque con sede preso la Corte d'Appello di Palermo, in quanto proprietaria dell'impianto di dissalazione, e dell'EAS per le omesse manutenzioni sulla rete idrica comunale per ottenere il dovuto risarcimento. "Adessos - piega l'avvocato Vincenzo Maltese - la parola passa al Collegio giudicante che, il prossimo 22 novembre, si dovrà pronunciare su tutta la documentazione prodotta e su tutte le argomentazioni e memorie difensive depositate dalle parti, Potremmo avere finalmente una sentenza che metta un punto su tale vicenda che si trascina da anni". "Il Tribunale non potrà che darci ragione - commenta il sindaco Giacomo Tranchida - atteso che la Regione e per sua stessa ammissione con la citata deliberazione di Protezione C ivile ha preso coscienza di tale situazione, dichiarando lo stato di calamità ma non tirando fuori i necessari quattrini, come diversamente la Protezione Civile nazionale l'onerava a fare. Le somme ottenute a titolo di risarcimento - continua Tranchida - andrebbero a finanziare il rifacimento complessivo della rete idrica visti i continui cedimenti strutturali a cui il Comune, in via sostitutiva dell'inadempiente EAS, è costretto a fare fronte pur di garantire l'acqua nelle case dei propri cittadini. Tale sentenza - conclude Tranchida - che aprirebbe una vera e propria class action, peraltro, farebbe finalmente giustizia anche per i cittadini ericini che negli passati hanno dovuto fare i conti, oltre che con i danni immateriali e l'esborso per l'acquisto di acqua, anche per i danni materiali ai sistemi idrici delle proprie abitazioni".

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