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Cronaca
Paceco

De profundis per il Pino di Aleppo di Paceco

27 Aprile 2021 15:07, di Salvatore Morselli
De profundis per il Pino di Aleppo di Paceco
Cronaca
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Entro domani si consuma l'ultimo atto per il Pino di via Toselli a Paceco.Stamame una squadra di operai  ha iniziato a tagliare i rami del Pino secolare, ultimo sopravvissuto della zona dove  insisteva una villa il cui giardino si affacciava sulla regia trazzera. Negli anni trenta la villa apparteneva alla signora Anna Greco sposata con l’avvocato Antonino Gentile e all’ingresso della villa c’erano due grossi pilastri in tufo e un cancello in ferro battuto. Insomma, un pezzo di storia cittadina che stava per essere raso al suolo.
Qualcuno ha avvisato l’agronomo Totò Pellegrino, vice presidente della sezione di Italia Nostra, che  intervenuto sul posto ed ha chiesto che i lavori fossero fermati. A dargli mano forte  Elena Lombardo, presidente  Erytrhos, e  Giovanni Ingrassia, presidente della Koinè della collina, tutte associazioni che assieme a Musica e ambiente, Oasi Zen  e Scout Paceco 1 avevano chiesto al sindaco di fare slittare di qualche giorno la procedura di abbattimento dell’albero.
Entro il 15 maggio le associazioni, a loro spese ( 1400 euro) avrebbero fatto eseguire l’unica verifica scientificamente fondata e risolutiva per determinare la “propensione al ribaltamento” dei pini, vale a dire la “trazione controllata”.
In questo modo si sarebbe avuta la parola definitiva sulla vicenda che vedeva da una parte un parere del prof. Francesco Raimondo, docente all’Università di Agraria di Palermo, che ipotizzava la messa in sicurezza dell’albero, dall’altra parte un parere, il cui contenuto non è stato reso pubblico, richiesto dal sindaco Giuseppe Scarcella al dottor  Agronomo  Pietro Salvia di Partinico.
Lo  stop chiesto dalle associazioni e la loor manifestazione ha comportato l’intervento dei Carabinieri della stazione di Paceco e dell’assessore ai Lavori Pubblici Salvatore Castelli.  
Uno stop temporaneo, nessun fermo. Noi abbiamo deliberato per l’esecuzione del progetto, l’albero è pericoloso e va abbattuto – dice il sindaco Giuseppe Scarcella- Lo facciamo con enorme dispiacere, ma le relazioni dei nostri tecnici ci dicono che dobbiamo mettere in sicurezail sito e garantire la regolare circolazione dei mezzi in zona”.
Nella serata di lunedì avevamo chiesto al sindaco un incontro che ci è stato negato- dice Totò Pellegrino- comprendiamo il perché. Ma avevamo detto al sindaco che ci saremmo attenuti al responso della prova a “trazione controllata”, pronti anche ad abbattere l’albero”.
Di una sorta di “omicidio premeditato” parla Giovanni Ingrassia che spera ancora che si possa salvare il Pino di Aleppo. Ma le parole del sindaco non lasciano spazio a sperane, il pino di Aleppo seguirà  la sorte dei suoi “cugini”, quelli della piazza, sostituiti dalle palme,  e i due della via Trapani, tagliati senza che nessuno ne sapesse nulla.
 

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