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Trapani | Cronaca

Detenuto aggredisce agente penitenziario

24 Agosto 2021 15:52, di Redazione
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Dura nota delle Organizzazioni sindacali

Ennesimo caso di violenza all’interno delle carcere di Trapani dove si è avuto un episodio di aggressione posto in essere da un detenuto ai danni di un Assistente verificatosi nel corso di una ordinaria attività di servizio.
La denuncia è delle Organizzazioni sindacali che in questo modo vogliono porre nuovamente  l’attenzione sullo stato precario della sicurezza negli Istituti siciliani, ed in particolare quello di Trapani.

Il caso in questione, l’ultimo in ordine di tempo,riguarda, come si legge nella nota diffusa dai sindacati “ un detenuto siciliano, noto per la sua indole riottosa, giunto innanzi alla sua camera di pernottamento dopo aver fruito del passeggio spettante che pretendeva che il poliziotto penitenziario gli lasciasse la camera di pernottamento aperta. Non appena ha ricevuto risposta, naturalmente negativa, il detenuto, all’improvviso, gli ha sbattuto il cancello in faccia, cercando di trascinarlo all’interno della camera da lui occupata. Pronto è stato l’intervento degli altri compagni di pena che hanno fortunatamente dissuaso l’energumeno dall’insano proposito e dell’altro Assistente di in servizio, che, con la consueta professionalità e capacità operativa, ha impedito conseguenze più gravi per il collega (dimesso dal pronto  soccorso locale del nosocomio locale con prognosi di giorni sei, salvo complicazioni), ripristinando l’ordine e la sicurezza”. Da qui ne discende la necessità di un pronto intervento da parte degli organismi preposti atteso che “  il sistema penitenziario nazionale e quindi siciliano sia ormai a livelli insostenibili, e come, giornalmente, a causa di modelli di sorveglianza palesemente inadeguati ed inadatti alla situazione italiana, i poliziotti penitenziari siano inermi di fronte al dilagare della violenza perpetrata dai detenuti, rischiando seriamente, in mille e più occasioni, l’incolumità fisica e psichica. Le politiche buoniste degli ultimi anni, il garantismo esasperato, l’assoluta delegittimazione dell’operato delle Forze dell’Ordine all’interno, ma anche all’esterno degli Istituti penitenziari, da parte degli organi di stampa e politici, unitamente alle scelte sbagliate dipartimentali in materia di vigilanza dinamica e regimi aperti, hanno condotto ad una situazione fortemente critica, risolvibile solo mediante un cambio radicale di strategia. In questo scenario –scrivono i sindacati - ciò che ci si aspetta è un’Amministrazione più attenta all’organizzazione dei singoli Istituti, sensibile alla prevenzione, e quindi alla predisposizione, nelle singole sedi, di livelli di sicurezza accettabili, ad una conoscenza più approfondita dei detenuti ristretti (soprattutto evitando la concentrazione, in pochi penitenziari, di detenuti allontanati per motivi di ordine e sicurezza) e, soprattutto, più consapevole della carenza di Operatori negli organici del Corpo, e delle difficoltà dei poliziotti penitenziari nello svolgere le attività quotidiane, a causa degli eccessivi carichi di lavoro, i quali, paradossalmente, determinano financo procedimenti disciplinari. Non ci si deve rassegnare ai quotidiani comunicati, simili a bollettini di guerra, che informano gli organi di stampa di ulteriori aggressioni e di ferimenti di poliziotti in servizio, a causa dell’indole violenta dei ristretti”. Le Organizzazioni sindacali della Polizia Penitenziaria, ribadendo di essere “ i primi sostenitori delle norme costituzionali, della finalità rieducativa della pena e delle opportunità che una detenzione deve offrire alle persone recluse” evidenziano altresì di essere “ soggetti interessati, in primis, a curare gli interessi del personale del Corpo che opera negli Istituti penitenziari” ritenendo fallita la recente politica dell'Amministrazione, con particolare riferimento alla sorveglianza dinamica che avrebbe “,accentuato l’insufficienza delle sole tecnologie nel garantire un adeguato sistema di controllo della popolazione detenuta, oltre alla discutibile gestione dei soggetti riottosi nell’ambito del territorio esclusivamente regionale. Siamo convinti, inoltre, che chi si macchia di ingiustificabili aggressioni in danno del personale occorre ponderare uno studio propedeutico ad individuare strategie diverse da quelle attuali in modo da poter efficacemente scoraggiare il reiterarsi di tali inaccettabili pratiche. Interi Reparti detentivi poi, a causa della carenza di personale e dell’inadeguatezza dei sistemi di videosorveglianza, sono letteralmente allo sbando”. Per i sindacati “ Ciò che è accaduto a Trapani, e il 12 agosto u.s. in quel di Caltanissetta, è lo specchio dello stato di degrado di un sistema carcerario causato da più fattori, e che presenta più livelli di responsabilità. Respingiamo un’Amministrazione che si limita a registrare solo il numero dei posti disponibili o quello degli eventi critici negli Istituti penitenziari, piuttosto che dare concreto sostegno ed apporto di risorse alle strutture in sofferenza, affinché, dopo il fallimento delle R.E.M.S., l’accoglienza e la gestione dei detenuti cosidetti psichiatrici sia assicurata all'esterno degli istituti penitenziari e presso strutture specializzate e all'uopo deputate, anche per offrire all’utenza detenuta nelle carceri italiane un’offerta trattamentale coerente agli standard europei: si pensi, ad esempio, un detenuto costretto a convivere nella stessa camera di pernottamento con un soggetto psichiatrico o, al contrario, un ristretto con problemi comportamentali senza l’aiuto di personale sanitario competente e specializzato”. In considerazione di ci “ al fine di scongiurare, ma soprattutto prevenire il verificarsi di altri episodi eclatanti di aggressione ai danni di poliziotti penitenziari” i sindacati chiedono “un confronto finalizzato ad approfondire la materia, studiare e soprattutto adottare urgenti e definitive soluzioni in merito al grave stato inerente la sicurezza negli Istituti penitenziari siciliani, particolarmente colpiti dal fenomeno”, annunciando che se “non si ottenesse alcun concreto riscontro, si anticipa sin d’ora che le scriventi si vedranno costrette a mettere in atto altre iniziative pubbliche per dare voce alla grave crisi che ha colpito il sistema penitenziario siciliano, i cui fallimenti ricadono sull’incolpevole personale di Polizia Penitenziaria”

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