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Dia. Beni per un milione di euro, sequestrati ai clan reggini

16 Dicembre 2021 07:57, di Laura Spanò
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eseguiti due provvedimenti emessi dal Tribunale di Reggio su richiesta della Distrettuale

La DIA ha eseguito in queste ore due provvedimenti di sequestro di beni emessi dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria, su proposta del Direttore della DIA, nel contesto di attività investigativa preventiva coordinata dal Procuratore Distrettuale Giovanni Bombardieri nei confronti di due fratelli calabresi.
Nelle misure odierne i giudici, hanno riconosciuto la "pericolosità sociale qualificata" dei due fratelli in ragione dei loro trascorsi di vicinanza con la ‘ndrangheta, desunta dalle risultanze di alcuni procedimenti penali, definiti con sentenza di condanna passata in giudicato, in cui erano stati coinvolti i due.

L’inchiesta Uno dei fratelli era stato arrestato nel 2014 e successivamente condannato dalla Corte di Appello di Reggio Calabria a 6 anni e mesi 2 di carcere per associazione per delinquere (con l’aggravante dell’agevolazione mafiosa) e detenzione e porto illegale di armi in concorso. Allo stesso era stato contestato il reato associativo per aver fatto parte di un sodalizio stabilmente dedito all’importazione dalla Slovacchia di armi inertizzate che venivano modificate in Italia e rese idonee all’impiego. L’altro fratello è stato condannato nel 2014 dalla Corte di Appello di Reggio Calabria a 6 anni di reclusione per estorsione tentata in concorso (con l’aggravante dell’agevolazione mafiosa) nei confronti di due imprenditori.

Per entrambi gli accertamenti svolti dalla DIA hanno consentito di acclarare, come riconosciuto dal Tribunale di Reggio Calabria (fatte salve le successive valutazioni nei successivi gradi), una netta sproporzione tra i redditi dichiarati e gli investimenti effettuati; questo ha permesso ai giudici della Sezione Misure di Prevenzione di qualificare i beni mobili, immobili e societari nella loro disponibilità quali frutto o reimpiego di attività illecite.

Il sequestro ha interessato l’intero patrimonio aziendale di una ditta individuale operante nel settore del commercio di prodotti medicali ed ortopedici con sede a Cavriglia (AR) con 2 unità locali operanti in Gioia Tauro (RC), 15 immobili a Gioia Tauro, 1 autovettura e conti correnti e posizioni finanziarie per un valore stimato di circa 1 milione di euro.

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