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Distretti del cibo: opportunità per il nostro territorio, nell'anno del cibo

12 Febbraio 2018 18:48, di Alessandro De Bartolomeo
Distretti del cibo: opportunità per il nostro territorio, nell'anno del cibo
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In un territorio come quello della nostra provincia, che vanta vere e proprie eccellenze nel settore eno-gastronomico e particolari peculiarità territoriali, seguire le orme di altre realtà territoriali che hanno dato vita a “Distretti del cibo” potrebbe rappresentare un ulteriore mezzo di promozione del territorio e contribuire ad essere volano di sviluppo. Così, visto che il 2018 è l'anno dedicato al cibo italiano, il territorio provinciale trapanese, dotato di un ricco patrimonio eno-gastronomico, possiede una eredità immateriale che si tramanda spesso da generazioni ed un patrimonio culturale da non disperdere, anzi se possibile da valorizzare ulteriormente. Occasione che viene data dalla legge di Stabilità 2018, esitata lo scorso Dicembre dal Governo, che introduce in tal senso uno strumento potenzialmente molto utile anche al nostro territorio: i "Distretti del cibo". Come funzionano questi distretti? Il riconoscimento dei Distretti viene affidato alle Regioni e alle Province autonome che provvedono a comunicarlo al Mipaaf presso il quale è istituito il Registro nazionale dei Distretti del Cibo. Lo Stato, inoltre, per il rilancio del settore e per il sostegno ai distretti ha stanziato 5 milioni di euro per il 2018 e 10 milioni a decorrere dal 2019. A questa legge hanno già fatto riferimento lo scorso mese di Gennaio a Bergamo, presente il Ministro delle politiche agricole e forestali Martina, alcune realtà del Nord come quello Rurale della Maremma, il Bio-distretto dell'agricoltura sociale di Bergamo, il Consorzio distretto agricolo di Milano e quello della Bassa bergamasca, tutti ruotanti attorno ad un concetto base: fare rete. I casi delle realtà di esistenti nel Nord Italia, potrebbero o dovrebbero fare da sprone nel nostro territorio, nella prospettiva di poter avviare un percorso comune tra gli attori principali del territorio, siano Istituzioni pubbliche che privati, per poter pervenire nel medio periodo alla creazione anche in questa fetta di territorio di un'altro Distretto.

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