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Mazara del Vallo | Attualità

Distribuiti gilet catarifrangenti agli ospiti dei centri di accoglienza migranti

03 Marzo 2017 13:00, di Redazione
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Non solo i gilet catarifrangenti ma anche biciclette a norma, dotate di dispositivi illuminanti e corsi di educazione stradale. E’ quanto auspicato da...

Non solo i gilet catarifrangenti ma anche biciclette a norma, dotate di dispositivi illuminanti e corsi di educazione stradale. E’ quanto auspicato dai rappresentanti delle massime autorità del territorio che ieri mattina hanno partecipato alla tavola rotonda organizzata dalla Diocesi di Mazara del Vallo e dalla Pro Loco Marsala 2.0 in occasione della donazione dei 900 corpetti catarifrangenti ai migranti ospiti dei centri di accoglienza di Marsala e Petrosino. I promotori dell’evento hanno voluto sensibilizzare gli organi competenti sul delicato tema della sicurezza sulle strade del territorio che, specie negli ultimi tempi, sono state luogo di incidenti mortali. L’ultimo circa quindici giorni fa quando un giovane nigeriano è rimasto investito e ucciso mentre percorreva in bicicletta la via Trapani. “Questo incontro non può toglierci il dolore per il nostro fratello che non c’è più - ha commentato il vescovo della Diocesi di Mazara del Vallo Domenico Mogavero - ma certamente può essere produttivo affinché, insieme, possano essere trovate piccole soluzioni per minimizzare il verificarsi di tali incidenti”. “Il corpetto catarifrangente - ha puntualizzato il presidente della Pro Loco Marsala 2.0, Mario Ottoveggio- è un dono che ha il suo valore ma se non vengono messe in atto tante altre piccole misure serve a poco”. “Il poco messo insieme - ha proseguito monsignor Mogavero - può diventare davvero molto. Di certo non si può più accettare che ci siano persone 'invisibili' sulle nostre strade: è inammissibile sia dal punto di vista civile ma ancor più dal punto di vista umano”. Ad intervenire all'incontro, tra gli altri, anche la comandante della Polizia Municipale di Marsala, Michela Cupini: “Non dobbiamo dimenticare che il reato di omicidio stradale, da poco introdotto nel Codice penale italiano, prevede la corresponsabilità anche di coloro che non si sono dotati di tutti gli strumenti di sicurezza previsti dal Codice della strada. E', dunque, importante che chi viaggia in bicicletta, oltre ad indossare un corpetto catarifrangente nelle ore serali, lo stia facendo su un mezzo a norma dotato di dispositivo illuminante. Spesso, infatti, le biciclette non sono a norma. In merito, in accordo con l’amministrazione, ancor prima che avvenisse l’ultimo incidente, avevamo fatto una nota di richiamo a tutte le cooperative che gestiscono i centri del territorio”. La comandante Cupini ha anche avanzato la proposta di corsi di educazione stradale per i migranti “che spesso non conoscono le regole del Codice della strada italiano”. Proposta che ha trovato l’approvazione anche dei rappresentanti delle cooperative presenti all’incontro. Alla discussione hanno partecipato anche Caterina D’Angelo, responsabile progetti per i migranti della Prefettura di Trapani, il dirigente del Commissariato di Marsala, Salvatore Altese, il comandante della Guardia di Finanza, Luigi Di Palma, il comandante della Capitaneria di Porto, Gian Luigi Bove, il tenente Federico Minicucci della Compagnia Carabinieri, il sindaco di Marsala Alberto Di Girolamo e padre Giuseppe Ponte. Presenti anche l’assessore Marcella Pellegrino del Comune di Petrosino e, in rappresentanza del Consiglio comunale di Marsala, Mario Rodriguez. A fine incontro i corpetti catarifrangenti sono stati consegnati ai migranti.

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