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Droga nel Belice, blitz dei Carabinieri

17 Dicembre 2012 12:26, di Redazione
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Dieci persone sono state arrestate dai Carabinieri in esecuzione di provvedimenti cautelari emessi dal Gip di Marsala. Un altro uomo è attivamente ric...

Dieci persone sono state arrestate dai Carabinieri in esecuzione di provvedimenti cautelari emessi dal Gip di Marsala. Un altro uomo è attivamente ricercato, mentre altri due giovani sono stati sottoposti all'obbligo di dimora nel comune di residenza. Perquisizioni, con il supporto di unità cinofile, sono state effettuate a Salemi, Vita e Santa Ninfa. A finire in manette sono stati  Davide Ancona, Saverio Bellafiore, Gaetano Farro, i fratelli Vincenzo e Alessio Minore, Giuseppina Valentina  Tudisco, Vito De Priamo, Giovanni Ingraldi, Maurizio Cangemi, i fratelli Giuseppe e Francesco Di Stefano e Antonino Falletta. Il ricercato è Francesco Casisa, palermitano, che sarebbe fuggito all'estero. Il giovane, ex parcheggiatore allo Zen di Palermo, ha intrapreso alcuni anni fa una carriera nel mondo del cinema debuttando nel film "Respiro" di Emanuele Crialese  ambientato a Lampedusa. L’indagine che ha portato all'operazione odierna, partita nel giugno del 2011 e denominata “Bronx” 2, è la prosecuzione di un altro articolato impegno investigativo, conclusosi nell'aprile 2011 con l’emissione e notifica di sette informazioni di garanzia e la denuncia in stato di libertà di altre cinque persone. La banda trasferiva da Palermo notevoli quantitativi di hashish, marijuana e cocaina. Gli spacciatori avevano organizzato con cadenza settimanale “viaggi” verso il capoluogo siciliano e con una serie di staffette trasportavano all’interno delle autovetture la droga necessaria a rifornire i consumatori della Valle del Belice. Gli spacciatori agivano a Partanna, soprattutto in contrada “Camarro”, dove Davide Ancona e Saverio Bellafiore si avvalevano della “manovalanza” di Gaetano Farro e Antonino Falletta che fungevano da corrieri. I due si recavano a Palermo dal fornitore Francesco Casisa dopo aver preso accordi telefonici con Bellafiore - ritenuto la mente dell'organizzazione - che non poteva lasciare il comune di Partanna in quanto sottoposto ad misure restrittive. Le indagini, allargatesi a macchia d’olio nel comune di Santa Ninfa, hanno portato ai fratelli Francesco e Giuseppe Di Stefano sul conto dei quali i carabinieri sono riusciti ad acquisire importanti elementi di colpevolezza grazie anche a servizi di osservazione e pedinamento. I fratelli Vincenzo e Alessio Minore, insieme a Maurizio Cangemi e Giuseppina Tudisco - fidanzata di Vincenzo Minore - con propri canali di approvvigionamento, soprattutto nel comune di Vita, comune di residenza di Vito De Priamo e Giovanni Ingraldi, avevano avviato una capillare distribuzione al minuto di hashish, marijuana e cocaina. Il gruppo di arrestati, anche se ben organizzato, non ha assunto la forma della associazione. Si calcola che il giro di affari messo in piedi fruttasse circa 10.000 a settimana. I Carabinieri hanno registrato un preoccupante proliferare di consumatori che ha determinato un’ impennata della domanda di droghe, evidenziata anche dall'aumento del numero di segnalazioni di consumatori giunte negli ultimi mesi in Prefettura. 

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