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Editoriale

Elezioni Comuni, Provincia e referendum. Al via la prossima sbornia elettorale

09 Marzo 2018 12:27, di Salvatore Morselli
Elezioni Comuni, Provincia e referendum. Al via la prossima sbornia elettorale
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L’unico dato chiaro è la confusione. Chiusa la pagina delle elezioni per Camera e Senato e mentre a livello nazionale la confusione regna sovrana, a Trapani si apre la lunga corsa verso le prossime elezioni amministrative che interesseranno diversi comuni tra cui il capoluogo e, ancora non è certo, anche la Provincia. Aggiungendo, per non farci mancare nulla, il referendum per la nascita del comune di Misiliscemi. Et voilà, quanta carne al fuoco. Partiamo dal referendum che è stato fissato per il 27 maggio: alcuni vorrebbero non fosse inserito nell’election day al fine di potersi giovare dell’astensionismo e quindi fare abbassare i numeri per l’approvazione, altri invece che la data, ancora non fissata, sia coincidente con le elezioni. L’ipotesi più accreditata è questa, anche perché andare a votare quindici giorni dopo sarebbe un dispendio di denaro. La Provincia. Abolita dal Governo Crocetta ma mai cancellata, torna prepotentemente alla ribalta, anche su sollecitazione di esponenti dei partiti del centro destra, ma anche da diversi dello schieramento opposto, che hanno vinto le elezioni regionali. Checché se ne dica, le elezioni per l’ente intermedio non dispiacciono neanche al Movimento 5 Stelle che, cresciuto nei consensi, ha bisogno di dare un riconoscimento ai tanti iscritti. E un seggio alla Provincia, se non addirittura lo scranno più alto, non è da buttar via. Ebbene, già cominciano a circolare i nomi, magari di chi (Cristaldi nel centro destra) non può ricandidarsi a sindaco avendo esaurito i due mandati, o di chi (Tranchida, sul fronte opposto) , sta guardandosi intorno per decidere se puntare sul capoluogo o al Palazzo della Prefettura. Per il comune di Trapani, da tempo annunciata la candidatura, l’editore di Telescirocco Peppe Bologna continua la sua lunga campagna elettorale. Èattivissimo, incontra tutti e con tutti discute. Dice di trovare consensi e certamente qualcosa c’è. Ma quando la campagna elettorale entrerà nel vivo, allora si vedrà se la sua volata verso il traguardo da “un uomo solo al comando” abbia ottenuto il risultato sperato o meno. Nel frattempo arriva l’avvocato Messina, della vecchia cordata “Fazio”, si propongono i Piddini Abbruscato e Savona, alla ricerca questi di una seconda chance, come una seconda chance chiede l’ormai ex Forza Italia Peppe Guaiana, mister 1500 preferenze, che scottato dalla “fregatura” tiratagli dal coordinatore regionale Micciché, ha dato vita ad un movimento civico. Come su movimenti civici puntano le candidature di due legali, generazionalmente lontani, Vito Galluffo e Salvo D’Angelo, mentre l’ex deputato socialista Nino Oddo pare addirittura auspicare una collaborazione tra centrodestra e centro sinistra contro i Grillini. Già, il Movimento 5 Stelle che fa paura a tutti. Il senatore Santangelo ha una grossa chance per accreditarsi ulteriormente a livello nazionale partendo dalla valanga di voti ottenuti alle nazionali. Deve solo trovare un candidato che abbia un minimo di “appeal” per gli elettori e predisporre una lista agguerrita superando i negati, ma esistenti, contrasti interni. Il valzer delle candidature è iniziato, sia a Trapani che nei comuni limitrofi dove si andrà a votare. Altri scenderanno in pista, qualcuno abbandonerà. Ma la domanda che l’elettore deve porsi è solo una: cosa possono e sono capaci realmente di fare questi sindaci per il nostro territorio?

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