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Cronaca
Trapani

Emergenza carceri a Trapani e Favignana

30 Aprile 2019 11:20, di Redazione
La Casa circondariale di Trapani
Cronaca
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Lo stato di emergenza a causa della mancanza di personale di polizia penitenziaria della casa circondariale di Trapani e di quela di reclusione di Favignana è al centro di una richiesta di incontro con il Prefetto Riicciardi e inviata per conoscenza anche alle autorità preposte, avanzata dalle organizzazioni sindacali di categoria. 
Nella nota i sindacati evidenziano come nella  “Casa Circondariale Pietro Cerulli di Trapani il dato preoccupante è che oltre alle 69 unità di Polizia Penitenziaria  mancanti dalla pianta organica stabilita dopo l’applicazione della Legge Madia (300 unità di P.P. nei vari ruoli, ma fino al giorno prima l’organico previsto era di 323 unità) non vi sono più unità nella qualifica di Sovrintendenti e a dispetto delle 24 unità previste del ruolo di Ispettori ve ne sono solo 12; su 231 unità attualmente in forza all’Istituto (di cui 77 impiegate nelle c.d. cariche fisse (Cucina, magazzino, Uffici servizi – comando, conti correnti e sopra vitto, ufficio matricola, colloqui ecc. Indispensabili per il funzionamento dell’Istituto e 46 in forza al Nucleo Traduzioni e Piantonamenti)”.
I sindacati fanno presente che sono “  190  le unità ultracinquantenni, con una percentuale pari al 70% e una età anagrafica media di 52 anni. Questo dato è veramente preoccupante visto che negli ultimi mesi abbiamo assistito inermi alla morte di numerosi colleghi (su tutto il territorio italiano) in servizio o appena smontati dal servizio, per problemi cardiaci; ciò è indicativo di quanto siano stressanti le turnazioni, specie quelle notturne che ad una certa età è come scalare una montagna a mani nude”. Una situazione analoga a quella della Casa di Reclusione Giuseppe Barraco di Favignana, dove “ su una pianta organica 121 unità  la già citata Legge Madia a ridotto di circa 40 unità il personale di Polizia Penitenziaria, quindi, attualmente  la pianta organica dovrebbe essere di 81 unità comprese il personale della base navale, ma realmente il personale in servizio a Favignana è di 56 unità, comprensivo di n 4 distaccati di cui un Funzionario e un ispettore,  fra malattie a lungo termine,  fra nuovi posti di servizio non è possibile neanche mettere il personale in congedo per il periodo estivo”.
Peraltro, a Favignana non esistono   più le figure di Ufficiali di Polizia Giudiziaria (Ispettori e/o Sovrintendenti)  in quanto “la nuova pianta organica prevedeva 7 Ispettori e 5 Sovrintendenti circa , di cui questo Istituto ha solamente 1 V. Ispettore uscito da poco dal corso di formazione e neanche un sovrintendente, si fa presente che anche a Favignana   ben 30 unità sono ultracinquantenni con una percentuale del 60% circa di anzianità”. Nella casa di reclusione dell’isola la situazione si è aggravata  a seguito della soppressione della Base navale della C.R. Favignana isola, servizio Navale che costituisce supporto operativo logistico per l’assolvimento dei compiti istituzionali del Corpo di Polizia Penitenziaria. “ E’ da evidenziare l’apporto espressivo dato dai mezzi navali e dal personale qualificato nelle attività di traduzioni via mare ed in occasione dell’avvenuta evasione di tre pericolosi detenuti. Tale apporto – scrivono i sindacati- ha avuto ovvie ricadute riferibili all’implementazione dei livelli di sicurezza sia del servizio che pubblica.
I mezzi Navali  garantiscono continuità territoriale nel contesto ambientale, disagiato di Favignana isola, che dalle ore 20:10 alle ore 07:30 è completamente priva di collegamenti con i mezzi di linea”. In chiusura le organizzazioni sindacali sottolineano come “ la grave mancanza di organico di Polizia incide soprattutto sulla sicurezza, poiché non si riesce a coprire più i posti di servizio e si è costretti ad accorparli, con pregiudizio di tutte quelle attività di vigilanza e controllo, anche perché la mancanza di adeguai fondi non permettono il monitoraggio tramite postazioni remore adeguate, con un aumento dello stress psicofisico della Polizia Penitenziaria costretta a una vigilanza a “uomo” con pensanti ricadute dei carichi di lavoro non più sopportabile a causa dell’alta età anagrafica. L’anzianità anagrafica frutto di una scellerata scelta politica nell’arco dell’ultimo decennio, fatta di arruolamenti con il contagocce, causa problematiche legate alle assenze dal servizio per malattie che oltre alla già cronica mancanza di personale vanno ad incidere anche lo svolgimento delle attività dei detenuti, cosa quest’ultima che noi non auspichiamo; attività comunque che devono svolgersi in sicurezza, quella che oggi manca.”
Da qui la richiesta di un incontro “al fine di metterla a conoscenza della drammatica situazione attuale, sicuri che Lei nella qualità di rappresentante decentrato del Governo interverrà presso gli Uffici Ministeriali affinché nelle future assegnazioni del personale di Polizia Penitenziaria tengano conto della drammaticità operativa che investe sicuramente l’ordine e la sicurezza pubblica di questa provincia, così da ritenere necessario l’assegnazione di un adeguato contingente di operatori di Polizia Penitenziaria” 

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