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Cronaca
Erice

Erice, e alla fine quella pista per ipovedenti fu rimossa

30 Giugno 2020 09:15, di Laura Spanò
Erice, e alla fine quella pista per ipovedenti fu rimossa
Cronaca
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Ci sono volute le polemiche per far togliere la passerella per ipovedenti che faceva a pugni con quelle che sono le caratteristiche del Borgo Medievale di Erice. Stamane così la passerella collocata nella pavimentazione di piazza Carmine è stata rimossa e la buca riempita di terriccio.Un percorso quello destinato agli ipovedenti che rientra in una serie di lavori disposti dall’amministrazione comunale di Erice nell’ambito di una serie di interventi di riqualificazione che interessano Erice, per un finanziamento di oltre un milione di euro.
Il progetto “Lavori di recupero e miglioramento urbano in Erice Capoluogo” è stato approvato a fine 2015, corredato di tutti i nullaosta necessari. Oltre al percorso per ipovedenti, esso prevedeva:

  1. La pavimentazione della via Apollonis (nella foto), originariamente in sterrato;
  2. La ristrutturazione della Cappella della Madonna SS di Custonaci;
  3. La messa in sicurezza di via dei Mestieri;
  4. Il recupero del Giardino delle Amarene;
  5. Il ripristino del collegamento tra le vie Pilazza e Conte Pepoli;
  6. Riqualificazione Porta Carmine.
Singolare però era da subito apparso il fatto che per realizzare quel percorso erano state tolte le pietre del basolato, quel basolato che è anche una delle caratteristiche del Borgo Medievale. Bastava avere un tantino in pù di lungimiranza e si sarebbe potuto creare anche questo percorso per ipovedenti senza intaccare quella che è la caratteristica preminente del Borgo, il suo basolato.
Un’opera, importante senza dubbio ma che faceva a pugni con il resto del Borgo che aveva portato aduna levata di scudi generale.
Tra le associazioni che avevano protestato il gruppo archeologico Erykinon di Erice tramite il direttore Nicola Savalli, che ha presentato una nota ufficiale del gruppo di dissenso riguardo le previsioni progettuali.
Si registra l'intervento della Soprintendenza ma anche dell'assessore alla Cultura regionale.

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