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Erice | Politica

Zone franche montane, chiesto inserimento di Erice

26 Ottobre 2015 11:53, di Niki Mazzara
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Inserire Erice tra le istituende Zone franche montane. Questo l'obiettivo dei consiglieri del "Movimento per Erice che vogliamo" che hanno inviato una nota al presidente del Consiglio comunale, al Segretario generale del Comune di Erice e, per conoscenza, al sindaco Tranchida, con cui si chiede al Consiglio comunale di attivarsi per ottenere dalla Regione l'inserimento di Erice tra le Zone franche montane. La soluzione individuata dal governo regionale per garantire le condizioni di permanenza delle popolazioni residenti nei territori montani e per il superamento degli squilibri economico-sociali con le altre aree dell'Isola, mediante l’applicazione di idonee politiche territoriali di sviluppo che mirano a salvaguardare il patrimonio paesaggistico/monumentale e ambientale e a favorire le attività economiche e l’occupazione giovanile, vedrebbe esclusa Erice che viene classificata dall'Istat come comune parzialmente montano. Come tale, secondo il disegno di legge per l’istituzione delle Zone franche montane che sarà discusso all'Ars, la città non potrebbe beneficiare degli incentivi previsti. Secondo i consiglieri di "Erice che vogliamo", "lo spopolamento deve essere inteso non solo come mero abbandono dei territori marginali ma come una carenza di risorse impiegate e limiti posti ai processi di qualificazione e sostenibilità territoriale e contrastare lo spopolamento è un dovere della politica e delle istituzioni di ogni ordine e grado, promuovendo e sostenendo qualsiasi misura idonea per ridurre i fattori di espulsione della popolazione residente e potenziare i fattori di attrazione di nuove attività ed abitanti". Per questo motivo i consiglieri propongono al Consiglio comunale di Erice "di richiedere al Presidente della Regione Siciliana di provvedere all’ammissione del Borgo medioevale della vetta del Comune di Erice tra le zone a fiscalità di vantaggio della Sicilia già assentite". La nota è firmata dai consiglieri Giuseppe Martines, Giuseppe Spagnolo, Antonio Pino Agliastro, Antonino Marino, Antonio Marco Romano, Ingrasciotta, Santoro Alastra e Paolo Genco. AGGIORNAMENTO ore 13.04 Sull'argomento si registra anche la nota del sindaco di Erice Giacomo Tranchida, e dell'assessore comunale Gianni Mauro che hanno inviato al presidente della regione Rosario Crocetta un documento per proporre una serie di integrazioni al disegno di legge sulle zone franche montane che sarà discusso all'Assemblea regionale siciliana. "Se il testo dovesse rimanere l'attuale - scrivono il sindaco e l'assessore - non solo paradossalmente il comune di Erice (che insiste come centro storico montano a rischio spopolamento in vetta) difficilmente potrebbe rientrare nell'alveo dei benefici utili e, peraltro, non si raggiungerebbe l'obiettivo politico di sostenere il ripopolamento e dunque la vita (!) dei centri storici montani ormai inesorabilmente destinati a rimanere mere testimonianze (ruderi...) storiche o siti turistici per un mese all'anno". "Per quanto ci riguarda - proseguono Tranchida e Mauro - anche sotto il profilo dell'azione politico-sociale, attesa la particolare morfologia del territorio ericino (centro storico-borgo fra i più belli d'Italia, ad oltre 600 metri d'altitudine ma con appena 650 anime anagrafate, di cui appena 250 ancora permanenti effettivi nel lungo periodo invernale rispetto ai 28.000 abitanti di valle), un provvedimento legislativo teso a dare una mano ai territori montani investiti da fenomeni di spopolamento non può non riguardare anche realtà come Erice e come tante altre che vivono lo stesso disagio. Non s'invocano leggi speciali (tipo Ortigia), che puntualmente trovano copertura nell'asfittico bilancio regionale - concludono - ma si rivendicano e con forza pari opportunità e certamente non si sottacciono possibili disparità". Nel documento sono contenute una serie di proposte di emendamento agli articoli del disegno di legge relative anche ai parametri con cui individuare i territori che potranno essere inclusi nei benefici.

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