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Economia

Erice, il Movimento per “Erice che Vogliamo” detta le sue condizioni

04 Ottobre 2012 08:46, di Niki Mazara
Erice, il Movimento per “Erice che Vogliamo” detta le sue condizioni
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Erice, 4 Ottobre 2012- In un documento pubblico il Movimento “Eriche che vogliamo” torna sulla scelta del candidato presidente della Regione Rosario Crocetta di inserire nel listino il nome del socialista Nino Oddo (che, peraltro, ha portato poi alla esclusione dalla lista Crocetta del segretario provinciale del Partito Socialista Italiano Pietro Spina che aveva già tappezzato la provincia con i suoi manifesti). Nel documento del movimento ericino si legge:” La storia politica che ci accomuna, frutto della più autentica e genuina partecipazione civile, nasce nel dicembre 2006, con l'intento di arginare la devastante longa manus della cattiva e inefficace politica locale che, inesorabilmente, stava relegando la Città di Erice a fanalino di coda in termini di qualità della vita e servizi per i propri cittadini, essendo ostaggio di una classe politica trapanicentrica e, pertanto, senza ipotesi di sviluppo e riscatto, di fatto condannava Erice a periferia della periferia della limitrofa Trapani. Migliaia di anni di storia, fra alterne fortune, faro di pace nel Mediterraneo e città della scienza nel mondo, riferimento turistico internazionale indiscusso nella nostra isola, territorio plurale, fra il cielo e il mare, pronto a raccogliere e rilanciare centinaia di opportunità, ricondotto a sezione politica periferica degli interessi di 4 segreterie politiche titolate di generali e colonnelli senza truppe. Queste le macerie politiche che abbiamo trovato 5 anni fa. Ebbene, un "esercito" di donne, giovani e uomini, ebbe a fare il primo "miracolo", e i cittadini, da parte mettendo la maglietta politica, ebbero a liberare il loro voto affidando al ballottaggio la città a uno di noi, Giacomo Tranchida. Di questi anno lo sforzo sovrumano, potendo contare appena 6 Consiglieri su 20, cogliendo decine di opportunità finanziarie europee x rilanciare e migliorare i servizi, dalla Scuola al togliere la spazzatura dalle strade, dal rilanciare la proiezione culturale della città al contenimento dell'emarginazione sociale nei popolosi quartieri a rischio, esaltando la trasparenza e garantendo pari opportunità per cominciare da chi sta peggio.  Pochi alleati e fra questi l'on Camillo Oddo e il gruppo consiliare del PD, tanti avversari, a destra come a sinistra, ma barra a centro, abbiamo iniziato nella straordinaria impresa di far diventare Erice una città normale, con progettualità in fieri in assoluto rivoluzionare, per cominciare dalla conquista della Zona Franca Urbana, che pure tarda a partire per l'avversità editata dal governo Berlusconi / Tremonti. Cinque mesi fa, nel cuore della più grande emergenza idrica della storia provinciale e per grave, gravissima colpa e dolo del governo regionale, il miracolo politico si completa, il Movimento per Erice che Vogliamo, con 4 liste civiche insieme alla lista del PD, conquista 8 4 Consiglieri su 20 e la riconferma di Tranchida a Sindaco di Erice con oltre il 63% dei voti a 1' turno, nonostante nella conta degli avversari, a destra come a sinistra, ci stava tutto l'arco costituzionale politico, con primo protagonista il "prossimo" deputato (frutto del meglio che la prospettata Rivoluzione culturale di Crocetta poteva trovare... E per la verità molto ...noto in provincia) che dietro la faccia e coscienza pulita dello stesso Crocetta si nasconde con il nome di battesimo: Salvatore Oddo, meglio e assai ..conosciuto, come Nino. Un obiettivo imperativo, nella sua mission politica a noi contrapposta, l'accorpamento della Città di Erice (oltre 29mila ab e di 2 millenni di storia) al governo di Trapani dell'alleato D'Ali e di tutto il c/destra possibile e immaginabile, il peggiore. E oggi, nel chiedere il voto per Crocetta agli ericini e ai trapanesi, si dovrebbe sottacere che, congiuntamente, si punta di fatto a eleggere il prossimo parlamentare che, non potendo dal basso liquidare Erice, ci proverebbe con una leggina regionale insieme alla casta del cdx con la quale sovente fa combriccola in provincia? Per chi come noi crede E NOI FORTEMENTE CI CREDIAMO, che la coerenza dei comportamenti politici-programmatici individuali e' un valore fondamentale ed insieme una prima garanzia, a maggior ragione se tale coerenza coincide con le sorti delle comunità che i cittadini elettori ti hanno chiamato a difendere e sostenere, tanto e' gia' troppo. Le elezioni regionali e il loro esito, necessariamente incidono sui percorsi politico/amministrativi degli Enti locali, subordinati gerarchicamente alla Regione, prima ancora che allo Stato, a maggior ragione in conseguenza della particolare condizione di autonomia statutaria della Sicilia. E noi a questa prospettata Rivoluzione regionale, per la competenza, volevamo affidare la risoluzione dei problemi del nostro territorio, ecco perché di già nelle Assemblee del 7 e 11 settembre e a seguire, abbiamo elaborato una piattaforma di rivendicazione territoriale, ma di valenza provinciale e regionale su molti dei punti individuati. Di certo, però, non vogliamo continuare a combattere contro i traffichini politici, senza scrupoli , come dimostrato anche in riferimento alla vicenda del fratricidio del candidato Spina. No, non e' questa la Rivoluzione di cui ha bisogno la nostra terra, che molto rischia di essere e ritrovarsi figlia di pirandelliana memoria. Le idee e i progetti, anche dietro le bandiere e i simboli, camminano sempre sulle gambe degli uomini. E siccome, vediamo e sentiamo, parliamo! ...e diciamo al candidato Crocetta che, nella vita di un pubblico Amministratore, puoi essere sempre dimenticato per le 100 cose buone fatte ed e' giusto che sia cosi, perché era tuo dovere fare, ma puoi non essere dimenticato per 1 sola cosa sbagliata: essere complice del peggior destino della tua gente, l'annullamento di una identità culturale e storica, presente e diffusa in tutto il territorio dell'ex agro-ericino, e ancora, annullare la speranza di una politica diversa, seria e coerente, che si batte con il cuore, anche perdendo, ma a testa alta, per difendere e far vincere il riscatto di un territorio, iniziando dal cacciar via i mercanti dal tempio! Ecco perché vogliamo ancora credere che a Rosario Crocetta abbiano fornito una "polpetta" avvelenata, che di sicuro noi, gli ericini e i trapanesi, proprio conoscendola, non siamo disponibili a ingoiare. Ecco perché ci rivolgiamo al candidato Presidente alla Regione on.le Rosario Crocetta, ex Sindaco di Gela, che adesso ben sa che nella scelta dei "migliori" in Sicilia nel listino, registra tale vulnus politico/culturale paradossale e contraddittorio. Crocetta s'informi meglio anche sul nostro conto, valuti e decida, e pubblicamente ci faccia sapere, poiché non abbiamo da chiedere alcunché per alcuno fra noi ma tanto da rivendicare per la nostra gente, per cominciare dal rilancio del destino di Erice, altro che dal suo annientamento. Il giorno 8 ottobre, noi definitivamente decideremo il Presidente a cui dare fiducia, porta a porta... ma a casa delle persone, dei nostri concittadini, per la Sicilia che vogliamo, diversa e migliore.

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