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Attualità
Favignana

Esemplare di Aquila di Bonelli avvistato alle Egadi

27 Ottobre 2018 07:44, di Ornella Fulco
Esemplare di Aquila di Bonelli avvistato alle Egadi
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Dopo una serie di brutte notizie relative a rapaci protetti uccisi in Sicilia dai bracconieri (Clara, esemplare di Avvoltoio Capovaccaio il 3 settembre, e Pumba, Aquila di Bonelli il 24 settembre) e che erano monitorati via satellite da progetti finanziati dall’Unione Europea, finalmente una storia positiva per i ricercatori del LIFE ConRaSi. Nei giorni scorsi è accaduto che Lola, una giovane Aquila di Bonelli nata nella primavera di quest’anno, nel suo lungo girovagare nei cieli di Sicilia, abbia deciso di spingersi oltre la terraferma per raggiungere le isole di Levanzo e Favignana. Qui ha sostato per un paio di giorni per poi tornare sulla terraferma.
Finora i ricercatori del LIFE ConRaSi, che dal 2017 seguono costantemente 19 aquile dotate di trasmettitori satellitari (ridottesi a 18 per la morte di Pumba), non avevano mai registrato un simile “sconfinamento”, che era, però, piuttosto atteso, anche considerando le osservazioni storiche della specie che hanno interessato proprio le isole Egadi. Infatti nessun degli animali marcati aveva lasciato la piattaforma della Sicilia, spingendosi verso i vicini arcipelaghi siciliani. Levanzo e Favignana sono protette a mare - con l'Area marina protetta - ma non sulla terraferma dove si può esercitare la caccia pur essendo zone cruciali per una serie di specie protette.
Le aquile di Bonelli, nella loro prima fase di vita, trascorrono molto tempo a perlustrare il territorio, volando instancabilmente per centinaia di chilometri e osservando, valutando e memorizzando luoghi idonei per stabilirsi, riprodursi in sicurezza e allevare la prole. In questo caso le isole potrebbero presto (ri)vedere la presenza stabile, almeno si spera, di qualche coppia della specie.
L’incremento del numero di questi rapaci sull'Isola, che è in corso da quando in Sicilia si sono avviati interventi volti a minimizzare il furto di uova e pulcini dai nidi da parte della squadra del LIFE ConRaSi e dei volontari del Gruppo Tutela Rapaci, sta probabilmente creando le condizioni per una possibile ricolonizzazione di aree idonee fuori dalla Sicilia e dove l’animale era storicamente presente (in particolare l'Italia meridionale). Ciò sarebbe un grande risultato per chi si è posto come obiettivo finale quello di ripristinare una popolazione nazionale di aquila di Bonelli vitale a lungo termine. 
Per fare in modo che queste ricolonizzazioni possano avvenire è necessario, però, fermare gli attacchi dei bracconieri nei confronti di questi animali rari e protetti. È indispensabile che sia le forze dell’ordine sia le istituzioni che governano il territorio mettano rapidamente in campo azioni e provvedimenti per contrastare il bracconaggio di questi animali rari e protetti per la cui sopravvivenza  anche l’Unione Europea sta finanziando progetti.

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