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Estorsione e ricettazione, arrestate quattro persone

08 Settembre 2016 11:31, di Ornella Fulco
Estorsione e ricettazione, arrestate quattro persone
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Estorsione e ricettazione aggravata, queste le accuse con le quali i Carabinieri hanno arrestato quattro persone, e denunciato a piede libero un 17enne, ritenute componenti di una banda specializzata nel cosiddetto “cavallo di ritorno”. A finire in manette sono stati il 26enne Alessio Gigante, il 19enne Marco Di Pietra, il 32enne Ivan Randazzo e il 23enne Alessandro Sansone, tutti già noti alle forze dell'ordine. Le vittime della banda, dopo essere state derubate, venivano costrette a consegnare una somma di denaro per ottenere la restituzione del maltolto. Le indagini dei Carabinieri sono partite dopo le denunce di alcuni cittadini che erano venuti a conoscenza dei traffici illeciti del gruppo. I particolari dell'operazione sono stati illustrati stamattina, nel corso della conferenza stampa svoltasi al Comando Provinciale dei Carabinieri di Trapani, a cui ha partecipato anche il procuratore aggiunto della Repubblica di Trapani Ambrogio Cartosio. "Dalle indagini - ha sottolineato quest'ultimo - è emerso come vi fosse un sistema ben collaudato da parte dei cinque indagati e anche una conoscenza diffusa, tra i cittadini vittime di furti, delle persone a cui ci si poteva rivolgere, anche tramite intermediari, per ottenere la restituzione degli oggetti rubati dietro pagamento di denaro". In un caso il proprietario di un scooter di grossa cilindrata è arrivato a sborsare 2.000 euro per averlo indietro. "Invitiamo i cittadini - ha sottolineato il comandante provinciale Stefano Russo - a rivolgersi alle forze dell'ordine in casi come questi piuttosto che cadere nel ricatto di persone del genere. Siamo, comunque, soddisfatti di aver dato una risposta concreta alle richieste di maggiore sicurezza rivolteci dalla cittadinanza che, specie nei mesi scorsi, si era allarmata per l'escalation di episodi di microcriminalità". Era Alessio Gigante ad avere, secondo la ricostruzione degli investigatori, il ruolo dominante nella banda i cui componenti risiedono tutti nel quartiere "San Giuliano" di Erice. Dalle indagini, che si sono avvale anche di intercettazioni, è emersa la fitta rete di contatti dei cinque attraverso la quale, in alcuni casi, erano riusciti ad avvicinare le vittime dei furti chiedendo il pagamento del "riscatto". A loro carico è emersa anche un'attività di compravendita di merce di illecita provenienza destinata ad alimentare i loro traffici. Alessio Gigante, che già si trovava sottoposto alla sorveglianza speciale, è stato condotto in carcere mentre gli altri tre componenti della banda sono stati posti, su richiesta dei pm Penna e Trinchillo, agli arresti domiciliari.

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