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Ex Province regionali e precari: Anci Sicilia chiede alla Regione soluzioni tempestive

07 Settembre 2016 13:13, di Niki Mazzara
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L'attuale condizione finanziaria degli tutti gli Enti locali siciliani (Comuni, Liberi consorzi e Città metropolitane) è, ancora oggi, caratterizzata,...

L'attuale condizione finanziaria degli tutti gli Enti locali siciliani (Comuni, Liberi consorzi e Città metropolitane) è, ancora oggi, caratterizzata, nella maggior parte dei casi, dall'impossibilità di approvare i bilanci di previsione 2016 e pertanto di erogare servizi efficienti ai cittadini e pagare gli stipendi ai lavoratori (precari e non). Molti, troppi nodi di natura finanziaria e istituzionale stanno contemporaneamente venendo al pettine in questa fase storica e, già oggi, nei confronti dei soggetti più deboli si avvertono gravi ripercussioni. In particolare con la riforma delle ex Province si è determinato, nei fatti, un assetto nuovo in cui non è più possibile affrontare separatamente le problematiche relative al personale”. Lo hanno dichiarato Leoluca Orlando e Mario Emanuele Alvano, rispettivamente presidente e segretario generale di Anci Sicilia commentando le notizie, di queste ultime ore, relative alla protesta dei dipendenti della ex Provincia regionale di Enna che temono per l’imminente dichiarazione di dissesto e, in particolare, al gesto disperato di un gruppo di precari che si trovano sul tetto di un edificio nel centro storico della città per protestare contro il mancato rinnovo del loro contratto di lavoro. “Sin dalle prossime ore - proseguono i vertici dell'Anci Sicilia - dovrebbero prevalere il massimo impegno e la massima collaborazione tra i diversi attori istituzionali e sociali dell'Isola attraverso un confronto che, anche con lo stesso Governo nazionale, possa portare a scelte che evitino conseguenze traumatiche sulla tenuta sociale dei territori. Ricordiamo che, per quanto riguarda i Comuni, rispetto a quanto stabilito dalla Legge di Stabilità regionale 2016, si è determinata una ulteriore riduzione del 9% dei trasferimenti ordinari e non si ha alcuna certezza sulle modalità e sui tempi per l'utilizzo di ben 165 milioni previsti per spese di investimento e per il pagamento delle rate di mutuo". “Con riferimento, poi, agli Enti di area vasta - prosegue Orlando - la situazione risulta ancora più preoccupante in considerazione del fatto che rispetto alle note e crescenti difficoltà finanziaria (quantificabili in circa 200 milioni di euro) che da mesi stanno determinando una paralisi dei Liberi consorzi non si intravedono soluzioni”. “In tal senso l'Anci Sicilia ribadisce, ancora una volta - concludono il presidente e il segretario dell’Associazione dei Comuni siciliani - la necessità di rendere meno traumatico l'indispensabile passaggio dall'attuale fase caratterizzata da un lunghissimo commissariamento a quella di una gestione politica dell'Ente. Risulta, però, evidente che, allo stato attuale ed in assenza di azioni tempestive, più che pensare ad elezioni di secondo livello da tenersi entro il 30 novembre, bisognerà passare ad una gestione da affidare a curatori fallimentari”.

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