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Cronaca
Marsala

Falso, truffa e favoreggiamento, indagati esponenti delle forze dell'ordine

06 Marzo 2015 12:01, di Niki
Falso, truffa e favoreggiamento, indagati esponenti delle forze dell'ordine
Cronaca
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Falso materiale e ideologico in atto pubblico, falsa testimonianza, calunnia, favoreggiamento, rivelazione di segreto d'ufficio, truffa, abuso d'ufficio e false informazioni al pm. Questi i reati, a vario titolo, contestati dalla Procura di Marsala ad un funzionario della Prefettura di Palermo, cinque poliziotti e due carabinieri ai quali, stamane, è stato notificato l'avviso di conclusione delle indagini preliminari. L'inchiesta, coordinata dal Procuratore Alberto Di Pisa e dal Sostituto Antonella Trainito, è stata condotta dalla sezione di polizia giudiziaria della Guardia di Finanza. L'indagine è nata dagli sviluppi del processo che vede attualmente imputati, davanti al Tribunale di Marsala, i poliziotti Vito Pecoraro e Vincenzo Dominici. Ai due si contesta di non avere adottato, nel 2012, alcuna sanzione dopo avere fermato, ad un posto di controllo, un'auto priva di copertura assicurativa, non revisionata e su cui gravava anche un fermo amministrativo dell’Agenzia delle Entrate. Sul mezzo risultò che i Carabinieri avevano piazzato una microspia perchè il proprietario era indagato per sfruttamento della prostituzione. Nel giugno dello scorso anno, in Tribunale, il sovrintendente di Polizia Antonio Sorrentino, anche lui in servizio al Commissariato mazarese, aveva dichiarato che esisteva una relazione di servizio, datata 19 aprile 2012, in cui Pecoraro e Dominici spiegavano che non avevano adottato alcun provvedimento perché erano a conoscenza della presenza della microspia sull'auto. Dall'indagine condotta dalla Procura di Marsala sarebbe, però, emerso che la relazione di servizio sarebbe stata redatta successivamente. Nelle scorse settimane ai tre poliziotti era stata notificata la misura del divieto di dimora a Mazara del Vallo richiesta dal Procuratore Di Pisa e firmata dal gip del Tribunale di Marsala. Dalle intercettazioni effettuate dagli inquirenti nell'ambito del primo filone di indagini sarebbe poi emersa l'ulteriore circostanza che il commissario capo Carlo Nicotri, ex dirigente del Commissariato di Mazara del Vallo e attualmente in servizio a Palermo, avrebbe chiesto aiuto al vice questore Nicola D'Angelo, dirigente della Polstrada di Trapani, per ottenere l'annullamento di una multa per eccesso di velocità, elevatagli dalla Polizia Municipale di Palermo. L'ex commissario avrebbe dichiarato che stava tornando d'urgenza in sede per ragioni di servizio ma, secondo i pm, in realtà era libero dal servizio e, quindi, avrebbe attestato il falso. Raffaele Chiarello, funzionario della Prefettura di Palermo, sentito dagli inquirenti, avrebbe anche lui dichiarato il falso nel ricorso presentato da Nicotri. I due carabinieri coinvolti, Andrea Volpe e Salvatore Buscemi, entrambi in servizio a Mazara del Vallo, invece, devono rispondere di abuso d'ufficio e falso ideologico per non aver emesso la contravvenzione e sequestrato lo scooter al figlio del sovrintendente Sorrentino che guidava senza casco.

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