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Famiglie senza casa, il consigliere Salone: "Servono interventi per superare le urgenze"

17 Marzo 2016 15:46, di Niki Mazzara
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La vicenda, sollevata nei giorni scorsi, della famiglia che vive in auto perché priva di una abitazione e di mezzi economici, è solo la punta dell’iceberg della emergenza della povertà e della esclusione sociale, anche a causa della pesantissima crisi economica degli ultimi cinque anni, è cresciuta al punto da creare ripetutamente emergenze e situazioni limite che escono dall’ordinario e trasformano le ristrettezze, pur vissute con dignità, in disperazione patita sotto la soglia della miseria assoluta. Lo scrive il consigliere comunale Francesco Salone in una lettera inviata al prefetto Falco, al procuratore della repubblica Viola, al sindaco Damiano all’assessore comunale ai servizi sociali, al direttore generale dell’Asp e al commissario dello IACP, nella quale segnala il caso di tre persone adulte, legate da vincoli familiari e di convivenza, che “abitano” in un opificio abbandonato. La vicenda era stata già resa nota, nei giorni scorsi, dal consigliere Felice D'Angelo che si era anche recato sui luoghi, e ripresa in alcuni nostri articoli. "Si tratta di un uomo ed una donna, conviventi, e del fratello di lei – scrive Salone –. Il luogo che abitano dall'agosto 2015 è senza infissi, praticamente aperto al vento ed alle intemperie, privo di energia elettrica, di acqua corrente e di servizi igienici. L'unica fonte di reddito del nucleo familiare è la pensione di uno di loro, poco meno di 300 euro, insufficienti a pagare anche un affitto minimo". Alcuni volontari della associazione Eurosoccorso periodicamente forniscono loro del cibo. "Le precarie condizioni igieniche e il luogo malsano – continua Salone nella lettera – rischiano di deteriorare le condizioni di salute dei tre e di aggravare una situazione già complessa, aggiungendo patologie alla miseria". Salone richiama "la piena responsabilità, in capo al sindaco, in virtù della sua funzione di autorità sanitaria locale e responsabile della condizione di salute della popolazione del suo territorio e l’assessore ai Servizi sociali, Michele Cavarretta, ad oggi fin troppo silente su queste emergenze". Il consigliere comunale, nella nota, segnala che la donna "fino allo scorso anno condivideva ed abitava una casa in affitto grazie al sostegno della pensione della madre e che quest’ultima ora vive a Marsala presso l'abitazione di un'altra figlia e tanto l’una quanto l’altra sembrano disinteressate ai destini degli altri due congiunti". Salone chiede una verifica dei Servizi Sociali perché, oltre al sostegno in via d'urgenza, si richiamino i familiari di queste persone al loro obbligo di sostegno economico, così come dispongono le norme del Codice civile. Infine, conclude Salone nella sua nota, "il tema della solidarietà sociale, affidato in massima parte alle scarse risorse del Comune, non può essere affrontato solo con il piglio della efficienza burocratica, è invece necessaria una visione che individui nell'amministrazione comunale e, in particolare, nei Servizi alla Persona ed alla Solidarietà Sociale del Comune, l’attore principale di politiche di coordinamento che mettano a rete pubblico e privato, interventi urgenti ed politiche strutturali e di lungo periodo".

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