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Fare Ambiente Marsala

08 Dicembre 2010 18:40, di Niki
Fare Ambiente Marsala
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L’impegno di “Fare Ambiente” a Marsala tra collaborazione e partecipazione attiva alla tutela dell’ambiente Il tema dell’ambiente nel senso più vasto del termine. Su questo si è dibattuto in occasione della presentazione ufficiale a Marsala del movimento ecologista europeo “Fare Ambiente”. Un pomeriggio dedicato alla riflessione e al confronto sui siti d’interesse paesaggistico e archeologico del territorio e sulle possibilità d’intervento per la loro valorizzazione. Alla conferenza stampa, che si è svolta domenica pomeriggio al Circolo Lilybeo di Marsala, hanno partecipato esponenti politici, operatori del settore, simpatizzanti della questione. Ad esordire sulla necessità di un impegno più mirato nella tutela ambientale è stato il Sindaco di Marsala, Renzo Carini, che ha parlato del limite che l’amministrazione spesso incontra nel momento in cui avvia lavori pubblici che vengono stoppati per il rinvenimento di reperti archeologici. Limite per il quale interpella la sovrintendenza ad effettuare un monitoraggio più dettagliato se non a procedere per tempo con veri e propri scavi archeologi al fine di valorizzare adeguatamente il patrimonio archeologico. Il primo cittadino di Marsala ha plaudito l’ingresso di Fare Ambiente nella realtà locale come ulteriore riferimento in materia di ambiente. Ha, poi, motivato certe scelte amministrative come quella di sradicare gli alberi del centro storico per provvedere però alla loro sostituzione per esigenze architettonica e ha giustificato anche la scelta del Comune di non costituirsi parte civile nel processo sull’abusivismo dell’Isola Lunga perché non ha rilevato il reato di scempio ambientale ma l’assenza di autorizzazione, rilegando la questione in ambito prettamente tecnico. Il sindaco ha così dato il via ad una serie di importanti interventi coordinati dal prof. Salvatore Ierardi. Il presidente di Fare Ambiente Marsala, Giancarlo Montesano ha presentato obiettivi e attività del movimento ed eventuali proposte da contestualizzare nell’ambito territoriale secondo il principio delle tre R: riduci – riutilizza – ricicla. L’On.le Nicolò Nicolosi, coordinatore regionale del movimento, ha spiegato il concetto di salvaguardia dell’ambiente per evitare danni come quello accaduti in Veneto. Una salvaguardia che parte dalle attività economiche come l’agricoltura e la pesca e si estende nella sfera cultura con la tutela del patrimonio archeologico. Fasi necessarie questa per lo sviluppo di una città. Del nuovo disegno di legge in materia di aree marine protette e di un maggiore rigore nella loro gestione ha parlato Salvatore Braschi, neo eletto al coordinamento provinciale del movimento. Nel corso della conferenza stampa è intervenuto Roberto Fiorentino, direttore della Riserva Orientata dello Stagnone, che ha lanciato l’appello alle amministrazioni locali di procedere per tempo nella redazione degli atti necessari alla fruizione del paesaggio ricordando l’impossibilità di adeguare il tratto di lungomare Spagnola alla fruizione degli utenti per la mancanza di un piano di lottizzazione. Gianfranco Orioles, responsabile della sede di Trapani di Fare Ambiente, ha sottolineato la centralità dell’uomo nella tutela ambientale e la possibilità di sfruttare strumenti che spesso vengono ignorati, come la legge Rutelli – Rizzo del 92 che prevede la piantumazione di un albero per ogni bambino nato. A concludere i lavori è stato Fausto Milillo, vice presidente nazionale del movimento, che ha portato la sua esperienza a Marsala con l’augurio di intraprendere una proficua attività di valorizzazione dell’ambiente in un territorio sensibile come quello marsalese, dove il movimento Fare Ambiente deve divenire soggetto attivo anche nelle scelte amministrative. La conferenza stampa si è conclusa con un partecipato dibattito dove si è evidenziato che l’abbandono dei vigneti, per via di alcune decisioni comunitarie e regionali sta creando seri problemi di mantenimento in vita della viabilità e di eccessiva erosione della terra, che causano seri problemi all’equilibrio non solo della fauna ma anche all’intero sistema economico provinciale. Inoltre è stato sollevato il problema che molti comuni, per fare cassa,  - per dell’applicazione dell’ICI- , hanno indotto molti proprietari terrieri a distruggere antichi casolari rurali e bagli, che racchiudono tutta la memoria storica dell’arte contadina, da secoli, in quanto gli stessi (viticoltori) non dispongono di somme necessarie per l’accatastamento. Anche in questo caso si pone il problema di smaltimento degli inerti. Altra questione discussa, l’abbandono di eternit, divani, elettrodomestici in lungo e in largo il territorio del comune di Marsala e lungo l’alveo del fiume Birgi.

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