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Salute
Trapani

Farmaci generici, l'assessore Gucciardi: "Il loro consumo va incrementato"

25 Novembre 2016 17:31, di Redazione
Farmaci generici, l'assessore Gucciardi: "Il loro consumo va incrementato"
Salute
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“Il farmaco generico rappresenta un’opportunità importante per il Sistema Sanitario nel suo complesso. Il dato siciliano di consumo dei generici, pari a circa il 20%, può, anzi deve, essere migliorato”: così l'assessore regionale alla Salute, Baldo Gucciardi, ha voluto indicare la linea del governo dell’Isola su un elemento chiave della spesa e del costume sanitario. “In realtà la scelta del generico è anche un fatto culturale”, ha scritto Gucciardi in un messaggio inviato al convegno del settimanle Panorama con Teva Italia intitolato, appunto, “Farmaco generico, tra pregiudizi e opportunità” svoltosi stamane nell'ambito delle iniziative di "Panorama d'Italia" attualmente in corso a Trapani. “Il generico è un prodotto maturo, che ha superato e supera, come gli altri, tutti i controlli di qualità ed efficacia, garantisce al paziente una scelta di salute, senza sottoporlo ad ulteriori aggravi di spesa per ticket aggiuntivi. Il pregiudizio che ne limita l’uso è assolutamente privo di giustificazioni, nasce molto spesso da carenze informative. Da parte di tutti gli operatori del settore occorre svolgere un'azione combinata per promuoverlo”. In Italia i generici sono stati introdotti 20 anni fa e dal 2000 a oggi hanno fatto risparmiare quasi 4 miliardi di euro alle casse dello Stato. Si tratta di medicinali che replicano quelli non più coperti da brevetto o da certificato di protezione complementare e che per questo vengono commercializzati con il nome del principio attivo. In Italia, in media, solo il 20% delle confezioni dispensate in farmacia ha queste caratteristiche contro il 50% della Germania, il 60% degli Stati Uniti e l’80% della Gran Bretagna, con punte d’eccellenza in Trentino (46%) e in Lombardia (40%). “Io credo nel ruolo sociale dell’equivalente che dà modo a tutte le persone di curarsi, abbassando la spesa sanitaria” ha concluso Salvatore Butti, direttore business unit generics di Teva Italia, filiale tricolore del produttore numero uno al mondo nei generici con i suoi 87 stabilimenti. “Le risorse, infatti, vanno utilizzate per i farmaci innovativi come avviene negli Stati uniti, culla della ricerca scientifica e dove gli equivalenti hanno raggiunto il 60% del mercato”. Ma da dove nasce il pregiudizio che frena il consumo dei “generici”? "La ragione è legata anche al nome che è stato scelto per definirli - ha spiegato Patrizia Diana, professore ordinario di scienze e tecnologie biologiche chimiche e farmaceutiche all’Università degli studi di Palermo - . La traduzione dell’inglese generics in "generici" ha infatti fatto passare l’idea che si tratti di prodotti di qualità inferiore all’originale”. Se a questo si aggiunge che il prezzo è tra il 20% e il 70% più basso del farmaco di marca ecco spiegato il forte pregiudizio dei pazienti". “Ci capita di sentirci dire che gli equivalenti contengono il 20% in meno di principio attivo, mentre in realtà lo scostamento è di un 5% in più o in meno, livello che non cambia l’efficacia della molecola, ha confermato nel suo intervento Luca Pasina, ricercatore dell’Istituto Mario Negri di Milano. “Nel nostro ruolo dobbiamo sempre esplicitare i vantaggi dei farmaci equivalenti ai nostri pazienti” ha sottolineato Orazio Mistretta, vice presidente provinciale Simg, la Società italiana di medicina generale. “In una società che invecchia come quella italiana è necessario soprattutto supportare i malati più anziani nelle loro scelte. I costi per curarsi sono sempre più elevati e non ci si possiamo più permettere sprechi” ha confermato Francesca Moccia, vice segretaria generale di Cittadinanzattiva, l’associazione che da sempre rappresenta i pazienti. In Italia si stima che a causa della crisi economica siano ormai 11 milioni le persone che rinunciano a curarsi, “e anche per questo bisogna superare i pregiudizi sui generici e abbassare il costo delle prestazioni”. Ma se la Sicilia è fanalino di coda in Italia nell’utilizzo di farmaci non griffati e la Penisola lo è in Europa “il problema è soprattutto di carattere culturale” ha ribadito Roberto Tobia, presidente di Federfarma Sicilia, confermando la valutazione dell’assessore Gucciardi, e per correggere il trend i farmacisti “hanno un ruolo di fondamentale indirizzo nelle scelte del paziente e nel contenimento della spesa per i farmaci”. Per Giovanni Polimeni, dirigente farmacista del Centro regionale di farmacovigilanza di Messina, “sulle molecole equivalenti non sono obbligatori studi, ma ne sono stati fatti comunque molti e molto approfonditi che hanno dimostrato come i farmaci siano sovrapponibili” ha concordato. “Inoltre, dato il costo più contenuto il generico porta a una maggiore aderenza nella cura, soprattutto nei pazienti anziani che spesso hanno meno soldi da spendere”.

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