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Cronaca
Trapani

Fazio non era incompatibile con la carica di consigliere comunale. Accolte anche in appello le sue ragioni

30 Marzo 2018 14:18, di Ornella Fulco
Fazio non era incompatibile con la carica di consigliere comunale. Accolte anche in appello le sue ragioni
Cronaca
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La Corte d’Appello di Palermo, sezione civile, si è pronunciata sul ricorso presentato dagli ex consiglieri comunali di Forza Italia Giuseppe Guaiana, Nicola Lamia e Leo Peralta contro la sentenza del Tribunale che aveva escluso l'incompatibilità di Girolamo Fazio a sedere in Consiglio comunale. Il massimo consesso cittadino, come si ricorderà, si era pronunciato in tal senso e Fazio si era rivolto ai giudici per sostenere le sue ragioni. La vicenda era nata dal contenzioso tra Fazio e l’ex presidente dell’ATM Vito Dolce. Il Tribunale di Palermo, in primo grado, il 13 aprile dell’anno scorso, aveva dato ragione a Fazio dichiarando insussistente la causa d’incompatibilità. Il ricorso dei tre ex consiglieri era stato presentato il 26 aprile del 2017. “L’impugnazione – si legge nella sentenza d’appello – è infondata e va respinta". I giudici, concordando con quanto già espresso nella sentenza di primo grado, hanno sottolineato che non c’era alcuna lite pendente con il Comune da parte di Fazio e, quindi, non esistevano le motivazioni giuridiche per estrometterlo dal Consiglio. La dichiarazione unilaterale di garanzia e poi la polizza fideiussoria sottoscritte da Fazio sono state correttamente ritenute, dai giudici, strumenti validi per evitare l’incompatibilità se la richiesta risarcitoria di Dolce che aveva chiamato in causa anche il Comune laddove Fazio - che aveva agito nella qualità di sindaco - non avesse ottemperato in caso di condanna al risarcimento, fosse stata accolta. L’ex presidente dell’ATM aveva chiesto 220.000 euro in sede civile perché riteneva di avere subito danni per essere stato sollevato dall'incarico dall'allora sindaco Fazio. Il contenzioso al TAR e poi al Consiglio di Giustizia Amministrativa risultò favorevole a Fazio perché i giudici non reputarono "non provato il nesso causale fra i fatti costituenti reato per i quali Fazio era stato condannato e i danni lamentati". Il rigetto della richiesta di Dolce portò l’ex presidente dell’ATM a presentare ricorso contro la sentenza e, per questa ragione, restava in piedi la lite giudiziaria che, in teoria, avrebbe reso incompatibile Fazio con la carica di consigliere. Nella sua strategia difensiva l'ex sindaco di Trapani, oltre a garantire con un suo intervento diretto l'eventuale risarcimento danni a Dolce, ha sottolineato come la presenza del Comune nel contenzioso fosse inammissibile. Una tesi che è stata accolta nei due gradi di giudizio che sembrano aver chiuso definitivamente la vicenda. Fazio non era incompatibile e il Consiglio comunale non avrebbe dovuto votare e approvare la sua decadenza per non aver rimosso le presunte cause d’incompatibilità. Adesso i tre ex consiglieri di Forza Italia dovranno pagare le spese processuali in favore di Girolamo Fazio che la Corte d’Appello di Palermo ha quantificato in 4.000 euro.

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