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Formazione professionale, parlano i lavoratori

23 Gennaio 2014 16:22, di Ornella Fulco
Formazione professionale, parlano i lavoratori
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La "questione" Formazione professionale in Sicilia ha molte facce. La "rivoluzione" voluta dal presidente Crocetta ha dalla sua, certamente, la volontà di "fare pulizia" in un settore dove - e le numerose inchieste giudiziarie avviate lo stanno a testimoniare - non sempre i fondi destinati a formare professionalità da spendere con efficacia sul mercato del lavoro sono stati utilizzati correttamente. "Quello che ho trovato mi ha fatto invecchiare", ha commentato, proprio ieri, l'assessore regionale Nelli Scilabra che ha proseguito: "Nel settore della Formazione abbiamo scoperto una Regione dentro la Regione dove non c’erano controlli. In Sicilia si sono spesi 300 milioni all’anno e l’occupazione prodotta è stata, per non dire inesistente, di sicuro non rispondente ai fondi spesi. La Formazione era per così dire una sorta di finanziamento occulto dei partiti. Abbiamo cominciato a controllare – ha continuato - e, oltre a smantellare questo sistema, stiamo cercando di tutelare i lavoratori". Già, i lavoratori. Sono loro a rischiare più di tutti. Licenziamenti, cassa integrazione, un futuro lavorativo incerto, migliaia di persone i cui stipendi sono "congelati" da mesi. E, nel frattempo come si fa a vivere? Si fa ricorso alla solidarietà familiare, ai prestiti che, sempre più spesso, - ci raccontano alcuni lavoratori trapanesi - vengono negati: "In banca o in finanziaria appena sentono che sei un lavoratore della Formazione ti chiudono la porta in faccia". La disperazione ha fatto già delle vittime, anche nel territorio trapanese. Persone che non hanno visto altra uscita che quella di porre termine alla propria vita. Uno di questi è stato Aldo Melodia, ad Alcamo. Dopo aver lavorato nella segreteria di un ente di formazione era rimasto disoccupato  perchè i corsi erano stati chiusi. Anche la moglie aveva perso il lavoro e la coppia aveva un mutuo da pagare per l’acquisto dell’abitazione. "Di noi si parla poco sui mezzi di comunicazione - dicono i lavoratori - le nostre difficoltà non fanno notizia e poi, forse, non siamo stati mai una categoria compatta. Troppo spesso abbiamo agito ciascuno per sè, senza un progetto e un'identità comune". Critiche pesanti sono arrivate anche ai sindacati che "dovrebbero difendere posti di lavoro e prospettive e, invece, a volte anche perchè impegnati con propri enti nel settore, fanno fatica ad alzare la voce con il governo regionale e in sede nazionale". Ci sono lavoratori, in Sicilia, che hanno scelto anche la strada dello sciopero della fame. E così, mentre il governo Crocetta cerca di "mettere una pezza" al dramma di tanti con il bando"Prometeo", attivato presso il Ciapi di Priolo, che dovrebbe essere una sorta di "paracadute" per i lavoratori rimasti senza lavoro, molti altri i cui enti hanno i conti in ordine, i corsi avviati e non sono stati travolti dalle inchieste dei magistrati, attendono, ormai dai molti mesi, il pagamento degli stipendi. I fondi provenienti dall'Ue, erogati in varie tranche e con ritardi consistenti dalla Regione, sono come una coperta troppo corta che non si sa da quale parte tirare prima. L'80% dei fondi relativi alla prima annualità sono stati versati agli enti ma anche su questo aspetto c'è chi contesta le dichiarazioni del governo regionale. "Le somme che ci arrivano non possono essere impiegate solo per il pagamento delle mensilità arretrate - ci  dicono - perchè è necessario destinarne una parte per garantire la continuità contributiva, pena la sospensione dei finanziamenti, e, quindi, le mensilità restano non pagate". Alcuni enti, in una situazione di navigazione "a vista" come quella attuale, si stanno organizzando per avviare le procedure per la cassa integrazione. I lavoratori del settore Interventi, quindi, non se la passano per niente bene e non va meglio neppure per coloro che sono impiegati nell'altro grande calderone del settore Servizi della Formazione professionale siciliana. Ci riferiamo agli operatori degli sportelli multifunzionali per i quali l'accordo raggiunto con i sindacati ha previsto il transito temporaneo al Ciapi di Priolo in attesa della riorganizzazione dei servizi per l’impiego secondo i modelli europei. Per i sindacati le condizioni del bando "Prometeo" non garantiscono né la continuità retributiva né la tutela dei livelli occupazionali dei lavoratori. Incerto anche il numero complessivo delle persone garantite dato che saranno sicuramente esclusi coloro che, pur avendo presentato domanda di partecipazione, non sono in possesso dei due requisiti richiesti: iscrizione all'Albo regionale dei formatori e non essere impegnati in altri percorsi formativi. "Scontiamo certamente un ritardo nell'erogazione dei fondi da parte della Regione da quando l'accordo è stato sottoscritto - ci dice Giuseppe Raimondi, responsabile regionale Uil Scuola - ma ci viene detto che, appena il bilancio diverrà operativo, si procederà al pagamento del saldo e del 25% delle somme spettanti agli enti per la seconda annualità di attività". Di ieri una riunione, tenutasi alla Uil di Trapani, al quale hanno partecipato, oltre a Raimondi, anche Giovanni Lo Cicero della Cgil e Giovanni Migliore della Uil. Un incontro che segue quello dello scorso 15 gennaio, tenutosi sempre in città, nella sede della Cisl, mentre a Palermo continua la mobilitazione permanente dei lavoratori. Bisogna passare ai fatti, dicono le parti interessate che chiedono al presidente Crocetta di "rimboccarsi le maniche" per risolvere la condizione, già drammatica, di tanti lavoratori che non ricevono stipendi da sette, dieci mesi e, comunque, continuano a rimanere al loro posto. "Vogliamo approfondire in sede tecnica - conclude Raimondi - come il Governo regionale intende applicare il piano europeo "Youth Guarantee". Vogliamo conoscere al più presto come si intende riorganizzare la Formazione in Sicilia. Le professionalità per farlo ci sono e, secondo noi, una sinergia tra il settore pubblico e quello privato sarebbe la scelta migliore". Ciò che si chiede a Crocetta, insomma, è - dopo aver "distrutto" - di ricostruire un settore così delicato, specie in una fase economica come quella attuale che vede il mondo del lavoro attraversato da molteplici criticità.

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