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Politica
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Galluffo non ci sta e lancia il suo “j'accuse”

05 Giugno 2018 12:51, di Salvatore Morselli
Galluffo non ci sta e lancia il suo “j'accuse”
Politica
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I toni della campagna elettorale a Trapani si fanno roventi. La minaccia di querela di Giacomo Tranchida a Vito Galluffo e Peppe Bologna, accusati di “mascariamento”, non ha intimorito per nulla Galluffo che stamane nel suo studio ha tenuto una conferenza stampa in cui ha contrattaccato, ed in maniera forte, alle accuse dell’ex sindaco di Erice. “Tranchida forse crede di avere a che fare con gente che ha paura e che cede alle sue minacce. Io no. Io sono fermo nella mia posizione e non ho paura di querele” , ha sottolineato l’avvocato e candidato sindaco. Quindi, leggendo un ricco carteggio che aveva sulla sua scrivania, ha ricordato alcune delle indagini attualmente in corso ad opera della Procura della Repubblica di Trapani e che interessano il comune di Erice e, quindi, chi per dieci anni lo ha amministrato, vale a dire Giacomo Tranchida. “ I carabinieri, la Digos, la guardia costiera e la guardia forestale in questo ultimo periodo hanno prelevato, a iosa, carte, atti, delibere, incarichi che, a far data dal gennaio del 2015 ad oggi, interessano il comune di Erice. Sotto l’attenzione della magistratura, tra l’altro, la pista ciclabile che ha reso ridicola la città di Erice, che non merita questo, a livello nazionale. Inoltre, ha continuato Galluffo, il 10 maggio scorso la Procura della Repubblica di Trapani ha richiesto l’elenco delle imprese che hanno ricevuto appalti dal comune di Erice. A queste due indagini, se ne aggiunge un’altra, per voto corrotto e di scambio. Secondo ipotesi della Procura potrebbe anche esserci l’associazione a delinquere e corruzione elettorale, il tutto finalizzato a supportare l’attuale amministrazione comunale di Erice il cui leader è Giacomo Tranchida. Ebbene – ha continuato Galluffo – non possiamo rischiare, visto già quanto successo lo scorso anno, che ancora una volta Trapani venga travolta da scandali. Ribadisco la mia ferma fiducia nella giustizia e nei magistrati trapanesi che conosco assai bene, ed in particolare i titolari di queste inchieste. Mi auguro che si possa essere informati al più presto sugli sviluppi di queste inchieste”. In ultimo, Galluffo ha accennato ad “una indagine su assunzioni pilotate alla EnergetikAmbiente (per intenderci,’ex Aimeri Ambiente), assunzioni in cui sarebbero interessati grandi elettori di Erice e Valderice e sponsor poltici di Tranchida, indagine che è coperta del segreto istruttorio”. L’avvocato Galluffo ha poi ricordato come il “mascariamento” di cui parla Tranchida sia appannaggio di certa gente che predica l’antimafia e poi pratica la illegalità e si è riferito “al capostipite di questa genia, quell’Antonello Montante che additato come simbolo di una certa Sicilia per bene, di fatto lo era di quella che diceva di combattere”. Quindi ha letto alcuni passi di una indagine della Digos di Trapani che si erano imbattuti in un incontro furtivo tra Tranchida ed un noto pluripregiudicato durante la campagna elettorale. “La Digos aveva chiesto che fossero attivate delle intercettazioni, ma le indagini le furono sottratte”. In ultimo, nella sua lunga esposizione, Vito Galluffo ha ricordato i trascorsi tra Tranchida e Luigi Manuguerra, rapporto poi finito in tribunale. “I due furono fatti incontrare, nel chiuso di un magazzino, da una persona terza che fece da collegamento e dall’ incontro scaturì una intesa, tanto che Tranchida partecipò ad un cena organizzata da Manuguerra e conclusasi con una stretta di mano. Poi il rapporto è precipitato e tra i due si finì in tribunale”. Tanta legna sul fuoco e certamente la questione non finisce qui. Alla domanda su quanto, a suo avviso, queste vicende possano incidere sulle scelte degli elettori, Galluffo è stato categorico: “ Non so se inciderà o meno, ma io ho l’obbligo verso la città di dire come stanno le cose. E non è mascariamento, ma amore della verità. Trapani ha già subito una profonda ferita appena un anno fa. Ricadere nello stesso errore sarebbe terribile per la credibilità di tutti noi che non meritiamo questo”.

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