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Gioco d'azzardo, allarmanti i dati sul volume di affari nel Trapanese

18 Dicembre 2017 13:51, di Ornella Fulco
Gioco d'azzardo, allarmanti i dati sul volume di affari nel Trapanese
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Dati sempre più allarmanti, anche nella provincia di Trapani, nel settore del gioco d'azzardo. La spesa totale, per il 2016 ammonterebbe - secondo i dati raccolti nel database interattivo creato dai quotidiani del gruppo Gedi (già L'Espresso), insieme a Visual LaB e a Dataninja - a circa 49 milioni di euro. Facendo una semplice divisione, è come se ciascun abitante avesse speso 383 euro. Nella vicina Erice su 14milioni di spesa, è come se ogni cittadino avese speso 526 euro in slot machine e Vlt. Anche se la Sicilia in questa "classifica" risulta all'ultimo posto, sia per le giocate pro capite sia per numero di apparecchiature, c'è da tenere conto anche del fatto che la piattaforma analizza soltanto le macchinette legali non riuscendo a tracciare l'enorme flusso di denaro che finisce nei circuiti illegali. "Per i milioni di euro che vengono bruciati nell'azzardo, la Sicilia è considerata la Las Vegas del Meridione - commenta il coordinatore regionaledella campagna nazionale Mettiamoci in gioco Gino Gandolfo - ma la questione non è solo economica: tutti i medici dei Sert dicono che hanno sempre più a che fare con persone che chiedono di essere curate per dipendenza dall'azzardo patologico più che da sostanze come droghe e alcol». Per arginare il dilagante fenomeno dell'invasione delle apparecchiature elettroniche alcuni Comuni, anche siciliani, si sono dotati di un regolamento antislot che prevede che ci sia una distanza di sicurezza da luoghi sensibili - come scuole, oratori, centri anziani - e una limitazione negli orari. Ènecessario - conclude Gandolfo - non sminuire il problema ma alzare il livello di guardia nei confronti di un'offerta del gioco che è diventata mostruosa". Per questo sia "Mettiamoci in Gioco" sia l'associazione "Osservatorio per la Legalità" sono in campo dal 2015, nel Trapaese, per combattere il fenomeno dell'azzardo. “Abbiamo predisposto e messo a disposizione schemi di ordinanze sindacali per regolamentare l'offerta del gioco e ci auguriamo - commenta l'avvocato Vincenzo Maltese, rappresentante di Codici e dell'Osservatorio per la legalità - che i Comuni di Erice, Paceco e, da ultimo, Calatafimi-Segesta, emanino questi provvedimenti. I sindaci devono avere più coraggio ora che anche il Consiglio di Stato, con una recentissima sentenza, ha riconosciuto come legittima un'ordinanza della Città di Torino che disciplina l’orario di funzionamento delle slot machine. Una misura - si legge nella motivazione - che appare ragionevole poiché «alla stregua di bilanciamento degli opposti interessi, prevalgono in sede cautelare le esigenze di tutela delle fasce più esposte alle cosiddette ludopatie che, peraltro, appaiono ragionevolmente e proporzionalmente tutelate dalle ordinanze emesse». Da ricordare, infine, che è ancora pendente un disegno di legge in Commissione Sanità all'ARS che attende di essere approvato definitivamente in Aula, che è finalizzato proprio a dar tutela a quei sindaci siciliani coraggiosi che dovessero emanare ordinanze antislot".

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