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Cronaca

Gioia Tauro. Appalti pilotati, blitz della Finanza tra gli indagati un imprenditore di Alcamo

28 Maggio 2020 07:48, di Redazione
Gioia Tauro. Appalti pilotati, blitz della Finanza tra gli indagati un imprenditore di Alcamo
Cronaca
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Blitz della guardia di finanza in Calabria. Undici i funzionari pubblici coinvolti nella maxi operazione chiamata "Waterfront". Gli arresti sono stati effettuati in diverse regioni italiane. La finanza ha effettuato sequestri di beni e imprese per oltre 103 milioni di euro. C'è anche un imprenditore di Alcamo, Andrea Amato, 61 anni, tra gli indagati della maxi operazione "Waterfront". L'imprenditore è stato raggiunto dalla misura cautelare della interdizione a svolgere la professione imprenditoriale per 12 mesi. Per Andrea Amato i pm avevano chiesto gli arresti domiciliari, ma il gip ha optato per la sola misura interdittiva.  Il capo di imputazione  chiama in causa Amato per avere turbato, producendo a nome della propria impresa "Amato costruzioni srl, una offerta di comodo, ossia concordata. l'esito di una gara di appalto per la realizzazione di una eliporto nel Comune di Polistena, a supporto del locale ospedale.Coinvolti pure 4 imprenditori agrigentini. Gli agrigentini coinvolti sono: gli imprenditori di Cammarata Francesco Migliore, 60 anni, e Filippo Migliore, 50 anni (ex presidente del Kamarat calcio ed ex consigliere comunale), e gli imprenditori di Santo Stefano Quisquina Alessio La Corte, 36 anni e Vito La Greca, 39 anni. Tutti sono, secondo quanto rende noto la Guardia di finanza, agli arresti domiciliari.
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Le indagini hanno messo in luce un cartello criminali in cui rientrano imprenditori e funzionari pubblici ed era diretto a pilotare gli appalti, nonché ad agevolare le cosche di 'ndrangheta.
I provvedimenti cautelari, hanno visto impegnati circa 500 militari, sono scattati in Calabria, nelle province di Reggio Calabria, Catanzaro, Cosenza e Vibo Valentia, in Sicilia tra Messina, Palermo, Trapani e Agrigento, in Campania - a Benevento e Avellino - a Milano e Brescia in Lombardia, e ad Alessandria, Gorizia, Pisa, Bologna e Roma.
I reati ipotizzati, a vario titolo, sono quelli di associazione per delinquere finalizzata alla turbativa d'asta aggravata dall'agevolazione mafiosa, frode nelle pubbliche forniture, corruzione.

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