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Giunti al porto i migranti salvati dalla fregata "Espero"

01 Maggio 2014 12:50, di Ornella Fulco
Giunti al porto i migranti salvati dalla fregata "Espero"
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Sono sbarcati in 424, dalla fregata "Espero" giunta al porto di Trapani stamattina, i migranti intercettati al largo dell'isola di Lampedusa lo scorso 29 aprile e soccorsi dall'unità della Marina Militare nell'ambito dell'operazione "Mare Nostrum". Tra di loro anche 83 minori e 135 donne, di cui 5 sono in stato di gravidanza. In totale 362 risultano provenire dall'Eritrea, 47 dalla Nigeria, 11 dalla Siria, 1 dal Mali, 1 dall'Etiopia e 2 dalla Tunisia. Ad attendere gli extracomunitari, sotto il coordinamento della Prefettura, operatori sanitari, personale della Protezione civile, delle associazioni di volontariato e delle forze dell'ordine che hanno eseguito le procedure di sbarco e di prima assistenza senza intoppi e secondo un copione ormai ben collaudato. I migranti, in piccoli gruppi, scesi dalla nave sono stati condotti sotto le tende dove hanno ricevuto acqua e cibo e si è provveduto anche alla ricomposizione dei nuclei familiari. "Ci troviamo di fronte a tante situazioni diverse - ha commentato il Prefetto Leopoldo Falco, presente in banchina - a cui cerchiamo di far fronte nel migliore dei modi: tra coloro che arrivano c'è la persona malata, la donna incinta, i bambini, a volte ci sono anche gli scafisti. Abbiamo saputo di questo arrivo ieri nel tardo pomeriggio ma la richiesta che ci viene fatta è indecente. Il problema non è solo della Sicilia ma dell'Italia. Noi abbiamo il dovere di fare il massimo e lo facciamo ma siamo di fronte ad una quantità di arrivi che non ci saremmo aspettati. Stiamo aprendo nuovi centri di accoglienza sul territorio, alcuni proprio oggi, ma adesso - ha sottolineato il Prefetto - il vero problema sono le Commissioni territoriali. Hanno ragione queste persone a lamentarsi per i tempi di attesa. Con più commissioni potremmo accorciarli a tre, quattro mesi, abbatteremmo anche i costi, potremmo ospitare più persone ed eviteremmo anche quegli episodi di protesta che possono turbare l'ordine pubblico. Da quando sono arrivato a Trapani le presenze sono salite a 2.000, non mi sarei aspettato di dover far fronte ad una emergenza del genere. E' tutto il sistema che deve dare risposte diverse, deve cambiare anche il modo di esaminare le pratiche di chi arriva. Noi la nostra parte la facciamo". Completate le operazioni di sbarco la "Espero" è immediatamente salpata per tornare nella zona di pattugliamento dove, per quanto riguarda la sua ultima missione in ordine di tempo, si trova dallo scorso 7 aprile. "Abbiamo avvistato il barcone con la maggior parte degli extracomunitari a sud di Lampedusa - racconta il comandante Luca Pirozzi - e abbiamo messo in mare le scialuppe e i gommoni per andarli a recuperare e portare a bordo. Di fronte a queste situazioni salta quella che sarebbe la normale organizzazione dei servizi - commenta - i nostri turni di lavoro si dilatano anche a 24-48 ore di lavoro di fila. Stavolta è andata bene ma in altre occasioni abbiamo dovuto recuperare anche dei cadaveri". Un arrivo quello di oggi, che si è contrapposto - in questa giornata festiva - a quello, di segno completamente opposto, dei crocieristi sbarcati, nella parte opposta del porto, dalla Msc Lirica e sciamati per le vie del centro. Due mondi, lontanissimi che, per lo spazio di una mattinata, si sono incrociati - probabilmente ignari l'uno dell'altro - in quest'ultimo (o primo?) lembo d'Italia.

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