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Cronaca
Mazara del Vallo

Giunto in porto il peschereccio sfuggito ai Libici

19 Aprile 2015 10:04, di Niki
Giunto in porto il peschereccio sfuggito ai Libici
Cronaca
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Èapprodato stanotte, poco dopo le 24, al porto nuovo di Mazara del Vallo il peschereccio "Airone" sfuggito ad un tentativo di sequestro davanti alle coste libiche. L’arrivo dell'imbarcazione, con sette uomini d'equipaggio a bordo, è stato accolto da un nutrito gruppo di cittadini, dai familiari dei marinai e dal sindaco Cristaldi. I componenti dell'equipaggio sono stati subito ascoltati dagli inquirenti nei locali della Guardia costiera. "Rifarei tutto quello che ho fatto per portare in salvo il mio equipaggio - ha detto il comandante del peschereccio, Angelo Figuccia, 44 anni - In quell'area si corrono sempre rischi". La Procura di Marsala ha aperto un'indagine per fare luce su quanto accaduto la mattina di venerdì scorso quando, intorno alle 7, il peschereccio italiano è stato fermato da un rimorchiatore con militari libici a bordo. Le immagini dell'abbordaggio, infatti, sono state riprese da una troupe di Sky che si trovava sulla motovedetta libica per un servizio sull'immigrazione e metterebbero in dubbio la versione dei fatti diffusa nell'immediatezza. Il video racconta che il peschereccio è stato trovato a pescare in mare libico dalla Guardia Costiera di Misurata e sia scappato. "Dovete tirare le reti", dice in italiano via radio il comandante libico", poi chiede di visionare i documenti che vengono trasferiti con un cavo dentro una busta di plastica e visionati a bordo dell'unità libica.  "Dobbiamo andare verso Misurata e poi lì parliamo", dice ancora, via radio, il militare libico. Il comandante del peschereccio risponde: «Non si può lasciar perdere? Siamo qui per un pezzo di pane». Il comandante libico insiste sul trasferimento a Misurata e fa salire a bordo dell’Airone un suo militare disarmato per scortare il motopesca in porto. Poi il peschereccio non avrebbe più risposto alle chiamate della Guardia Costiera e si sarebbe dato alla fuga. Secondo la versione della Marina Militare Italiana, invece, il peschereccio è stato sequestrato a circa 90 chilometri dal porto di Misurata da un rimorchiatore apparentemente appartenente alle forze governative libiche. Durante l'azione del team di abbordaggio italiano, afferma ancora la Marina, un membro dell'equipaggio, di nazionalità tunisina, ha attivato per errore l'arma di un militare ferendosi lievemente al collo del piede. Il team operativo ha poi acquisito il controllo del peschereccio mettendo in sicurezza il natante senza alcuna reazione da parte del militare libico a bordo e l'imbarcazione ha fatto rotta verso le acque territoriali italiane. L'indagine della Procura di Mazara è coordinata dal sostituto procuratore Antonella Trainiti che, oltre ad avere sentito i pescatori, ha visionato le immagini di Sky. Sembra confermato, intanto, che l'allarme alla Marina Militare Italiana è stato dato da altri due pescherecci che si trovavano nell'area dove era avvenuto l'abbordaggio dell'Airone.

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