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Giuseppe Parrinello: intervento sulla sfiducia al sindaco Iovino

05 Gennaio 2012 12:59, di Niki Mazara
Giuseppe Parrinello: intervento sulla sfiducia al sindaco Iovino
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Valderice lì, 04/01/2012 Ho iniziato questa consiliatura a supporto della maggioranza programmatica che ha eletto Camillo Iovino Sindaco del nostro Comune dando il mio contributo, partecipando significativamente con il movimento “I Popolari per Valderice”, condividendo un programma di cambiamento, di discontinuità rispetto alle precedenti amministrazioni che avevano relegato il nostro comune agli ultimi posti in termini di qualità dell’azione amministrativa e di realizzazione di benessere socio-economico per la nostra comunità. Superata la prima fase, ho votato le proposte e gli atti amministrativi che ritenevo utili per il nostro comune, privilegiando in ogni momento del mio mandato solamente l’interesse della collettività valdericina. A distanza di circa un anno e mezzo dalla conclusione del mandato amministrativo, il consiglio comunale di Valderice è chiamato ad esprimere il parere sulla mozione di sfiducia al Sindaco, presentata dall’U.D.C. e dal P.D.. Leggendo attentamente la proposta in trattazione questa sera, devo dire che condivido alcune delle argomentazioni poste a supporto delle motivazioni e una in particolare, Signor sindaco, quella che l’ha definita sindaco in “Solitudine”. Per me, signor Sindaco, lei è veramente un sindaco in solitudine: non conosce che cosa significa condividere un progetto politico, né con la coalizione che lo ha appoggiato, né con gli assessori, né tantomeno con il consiglio comunale, un sindaco che non cerca la condivisione dei cittadini, che non sa cos’è la coesione politica, qualità necessaria per la riuscita di qualsiasi buona azione amministrativa. Solo un sindaco che vuole amministrare in solitudine, può cambiare l’impostazione sulla realizzazione del porto di Bonagia, sulle aree produttive e su altri atti importanti, rifiutando la richiesta di confronto che viene dai gruppi che lo hanno sostenuto in campagna elettorale e che chiedono a gran voce un confronto, come abbiamo fatto noi assieme all’U.D.C., ottenendo per risposta  la revoca del mandato ai nostri assessori. Per un breve tratto ho avuto la sensazione che le sue scelte fossero non in solitudine ma concordate in tandem con un amico, che all’inizio di questo percorso amministrativo le era molto vicino, come per esempio sulla scelta della presidenza del consiglio, nella posizione di intransigenza sui precari che lei e gli irriducibili della coalizione volevano mandare a casa, non avendo il comune le risorse per la stabilizzazione o la contrattualizzazione. A proposito dei precari, debbo rilevare che in questa esaustiva mozione presentata dall’U.D.C. e dal P.D. non se ne parla, non vi è alcun riferimento. Eppure credo che sia uno dei più gravi problemi con il quale il comune di Valderice dovrà confrontarsi: ci sono circa 130 lavoratori che rischiano di non aver rinnovato il contratto, alcuni dei quali da circa vent’anni fanno parte del bacino del precariato che ruota attorno al nostro comune. Mi piacerebbe conoscere qual è l’idea della forze politiche, soprattutto del P.D. che ha creato questo esercito di precari permanenti. Perché le amministrazioni precedenti hanno creato aspettative in circa 250 precari, nella punta massima tra giovani e meno giovani, che hanno legittimamente sperato di poter conquistare un posto di lavoro nel comune di Valderice? Perché le amministrazioni che si sono succedute negli ultimi vent’anni hanno ignorato i vincoli di finanza pubblica e la regola generale che il rapporto consentito dalla Legge tra dipendenti comunali e popolazione è di circa di 1 a100? Perché alimentare la speranza di questi lavoratori in un possibile futuro con il Comune di Valderice, ben sapendo che trasferendoli presso altri enti potevano avere un futuro migliore? Sulla base di quale logica è stato creato questo bacino di precari permanente, per fare l’interesse del Comune di Valderice o perché si pensava davvero di dare un futuro a questi lavoratori? Ora dobbiamo fare chiarezza, il Comune di Valderice non può, per le leggi vigenti e per problemi di bilancio, contrattualizzare o stabilizzare tutti i lavoratori: questo credo che sia chiaro a tutti. Io esprimo la mia solidarietà a tutti i lavoratori che in questo momento vivono questa situazione di incertezza, invitando l’attuale amministrazione a contrattualizzare tutte quelle figure professionali che sono necessarie per il Comune di Valderice e per chiedere energicamente alla regione una soluzione politica quanto più possibile di lungo periodo per gli altri lavoratori. Sono stato sin da sempre coerente con il programma amministrativo a suo tempo concordato, anche quando questa coerenza mi ha allontanato dalla coalizione programmatica di cui ho fatto parte. Ricordo che al momento della trattazione del bilancio di previsione 2009 ho presentato assieme all’U.D.C. emendamenti aderenti alla realtà che prudenzialmente riducevano previsioni di spesa che non avevano effettiva copertura finanziaria, anche quando l’assessore alle finanze era un carissimo amico espressione del mio gruppo politico. Non condivido i rilievi e le accuse relative al porto di Bonagia perché dopo il finanziamento di circa € 5.500.000,00 dal Patto Territoriale Trapani Nord, nessun atto realmente efficace, nessuna autorizzazione è stata realmente conseguita dalle amministrazioni precedenti, se non parole o qualche inaugurazione. Tant’è che da un progetto di circa € 6.700.000,00 si è passati ad oltre € 40.000.000,00. Pur non condividendone il metodo, come già accennato in precedenza, credo che sul porto di Bonagia, ha conseguito più risultati il sindaco Iovino in circa tre anni che le amministrazioni precedenti. La vicenda delle aree artigianali ha del grottesco ed è indicativa della superficialità che caratterizza alcune azioni del sindaco. Egli è stato capace di passare da vittima a colpevole. Infatti nell’area artigianale Rocca Giglio non si potevano presentare istanze di finanziamento poiché mancava la lottizzazione, non era stata firmata la convenzione con gli assegnatari e quest’ultimi per lo più non avevano presentato il progetto di massima: quindi non vi erano i requisiti minimi per presentare il progetto all’Assessorato Regionale competente. Ebbene il sindaco è stato capace, con un colpo a sorpresa, di revocare la delibera d’incarico al progettista e trasferire il progetto in c/da Rio Forgia, nelle aree a destinazione industriale, e quindi non coerenti con le finalità delle aree artigianali. Riguardo ai rilievi relativi alla mancata realizzazione di molte opere pubbliche, vorrei chiedere ai gruppi politici che hanno presentato la sfiducia, quanti bandi sono stati pubblicati in questi tre anni e a quali il comune di Valderice non ha partecipato? Con quali strumenti il comune poteva intervenire per rispondere alle tante emergenze infrastrutturali (scuole, impianti sportivi, viabilità, etc.), visto che solo il 13% dei fondi europei che si dovranno impegnare entro il 2013, è stato impegnato? Concludendo il mio intervento dichiaro, come già preannunciato, che non voterò la sfiducia al sindaco. Se essa non dovesse passare, come io credo, continuerò a esercitare il mio ruolo cercando di fare cose utili per il paese, rimanendo fermo nella mia posizione. Ai soliti bene informati che già intravedono, per il mio gruppo, un coinvolgimento diretto nell’amministrazione comunale, annuncio sin da adesso che rimarremo nella stessa posizione che abbiamo assunto dopo la estromissione dei Popolari per Valderice e dell’U.D.C. dalla giunta comunale. Convinto come sono che un paese è tanto più civile e democratico quanto più si rispettano le regole. E in un paese civile e democratico si deve avere sempre rispetto per il corpo elettorale. Iovino nel 2008 è stato eletto sindaco ed è giusto che concluda il suo mandato elettorale. Il Coordinatore Comunale di Valderice Giuseppe Parrinello

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