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I trapanesi all'Università di Palermo

18 Maggio 2018 17:04, di Patrizia Caruso
I trapanesi all'Università di Palermo
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Èverità universalmente riconosciuta che il trapanese fuorisede ha non pochi dubbi nel periodo in cui sceglie Palermo per trascorrere i suoi anni universitari. Non è mai stato scoperto infatti cosa ha scaturito l’antico dissidio tra Trapani e Palermo. Tale antipatia ha sempre indotto i cittadini trapanesi a guardare di cattivo occhio tutto ciò che orbita attorno al mondo panormitano. Neanche l’università è stata risparmiata da questi pregiudizi. “Perché Palermo è una città caotica, perché Palermo è stata la roccaforte di Cosa Nostra, perché a Palermo esci dai cancelli universitari e sei vittima del fermo.” Ma Palermo è davvero tutto questo? Gli occhi con cui guardi per la prima volta Palermo sono annebbiati dal fumo delle “stigghiola”, le orecchie sono frastornate dalvero problema di Palermo: il traffico. Ma se si ha la pazienza e soprattutto la curiosità Palermo è quella città -forse maledetta- di cui ci si innamora, senza nemmeno accorgersene. Quanti sono quei paesani trapanesi che hanno abbandonato l’ascia da guerra e hanno instaurato un dialogo e una vera amicizia con i palermitani? Il trapanese doc potrebbe pensare che sia assurdo ma chi ha avuto questa possibilità ha scoperto il vero volto di Palermo: una città che accoglie tutti senza distinzione, una città che, con la sua università, permette di raccogliere l’intera gioventù sicula. L’Università offre l’opportunità di vivere nuove esperienze e conoscere nuove persone, tutto ciò al di là del pregiudizio che la vita accademica riduca tutto a studio ed esami. L’esempio lampante è riportato dalla varietà di gruppi studenteschi che giornalmente mettono da parte le proprie carriere universitarie per spendersi per gli altri, per il collega seduto a fianco, per coloro i quali si trovano in difficoltà economiche, per chi ha bisogno di un punto di riferimento al quale rivolgersi. Tutto ciò apre gli occhi su quanto lavoro è stato portato avanti grazie all’impegno di queste realtà associazionistiche che, con la propria dedizione, aiutano affinché l’Università dei baronati, dei favoritismi e della parentopoli possa scomparire. Piano piano questa università ha visto Professori che tengono ai propri corsi di studi, chesi inventanovalide attività utili a far conoscere ciò che la didattica palermitana ha da offrire. Ma non solo, i coordinatori di numerosi corsi di studi hanno attuato diversi lavori di manutenzionepur di cambiare le mentalità di chi ancora crede che l’Università sia quella di venti anni fa, o che la didattica da offrire non debba rinnovarsi. Le porte dell’università possiamo dire che si sono spalancate e il vento del cambiamento ha soffiato dentro le sue aule. Ciò che verrà raccontato in questa rubrica è la Palermo dei giovani siciliani, di chi è al servizio degli altri e di chi vuole smontare i pregiudizi su Palermo. Il volto della nostra terra è in cambiamento, l’Università di Palermo non ha niente di meno degli altri atenei, dovremmo essere semplicemente disposti a conoscere quello che ha da offrire. D’altronde è soltanto a un passo da noi.

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