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Palermo

Il Consiglio dei Ministri dice sì al piano di rientro dei debiti

31 Gennaio 2014 18:18, di Niki
Il Consiglio dei Ministri dice sì al piano di rientro dei debiti
Politica
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“La Sicilia sarà salva dagli effetti devastanti dell’impugnativa del Commissario dello Stato grazie ad una norma varata oggi dal Consiglio dei Ministri che prevede, per le regioni in difficoltà, un piano di rientro decennale in materia di residui attivi a partire dal 2015“. Lo ha dichiarato l’assessore regionale all’Economia, Luca Bianchi, all’agenzia Italia al termine dell’incontro con il governo svoltosi a Roma. ”Non è una norma salva stipendi, né la Sicilia ha chiesto sconti particolari", ha sottolineato Bianchi che ha ricordato come il problema dei residui attivi riguardi molte altre regioni italiane. “Abbiamo intenzione di chiedere, come Regione siciliana – ha spiegato l'assessore – di anticipare il periodo di rientro di un anno, dunque iniziare dal 2014. Nel nostro caso il percorso sarebbe di 11 anni una volta quantificato l’importo esatto dei residui attivi e inesigibili presenteremo una norma regionale che recepirà quella nazionale e la anticiperà di un anno. La strategia indicata dal Consiglio dei Ministri consentirà di recuperare i 500 milioni di euro che saranno riassegnati in parte agli enti e ai destinatari originari, ma non a tutti”, ha precisato Bianchi. Su questa norma il governo regionale si confronterà con il commissario dello Stato e con le forze politiche. “Lo chiamerei il secondo tempo della Finanziaria – ha affermato l’assessore – più che Finanziaria bis. Mi aspetto un orientamento condiviso nel senso più ampio”. Questa soluzione consentirà, probabilmente, di sbloccare buona parte degli oltre 500 milioni di euro vincolati nel Fondo dei residui attivi dopo la maxi-impugnativa del Commissario dello Stato, Carmelo Aronica. Intanto, oggi, sono stati pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale la legge di stabilità, il bilancio di previsione per il 2014 e il bilancio pluriennale per il triennio 2014-2016 senza le parti impugnate, in modo da sbloccare i pagamenti urgenti dell'amministrazione, compresi gli stipendi dei dipendenti regionali.

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