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Il nuovo vescovo: "Sono venuto per amarvi ed essere amato"

03 Novembre 2013 23:37, di Redazione
Il nuovo vescovo: "Sono venuto per amarvi ed essere amato"
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"Sono venuto per amarvi ed essere amato", aveva scritto monsignor Pietro Maria Fragnelli, qualche settimana fa, in un suo messaggio alla Chiesa trapanese, dopo essere stato scelto dalla Santa Sede come nuovo vescovo. E sembra proprio che l'accoglienza riservatagli oggi possa essere un buon terreno su cui seminare con franchezza e fiducia reciproche dopo le recenti turbolenze che hanno attraversato la Chiesa locale. L'ingresso in Diocesi era iniziato nel pomeriggio con la visita privata di Fragnelli al Santuario della Madonna di Trapani per poi proseguire alla chiesa di Sant'Agostino dove il nuovo vescovo ha incontrato disabili, malati e giovani della Diocesi. "Voi non immaginate - ha detto nel suo discorso di saluto - quanto è importante la vostra presenza qui, voi siete nel cuore della Madonna e di Gesù e, quindi, non potevo partire che incontrando voi. Voi avete una chiave d'oro per aprire il cuore di tutti, le famiglie, le comunità, la Chiesa". "So bene - ha sottolineato Fragnelli - che non è semplice per i genitori, i familiari, gli amici e coloro che vi assistono, camminare con voi ma voi ci aiutate davvero a fare più umano il nostro passo, più cristiano". Poi un pensiero ai giovani: "Voi che cercate il senso della vita, pensate ai nostri fratelli svantaggiati, imparate a collegare il vostro passo a quello degli ultimi". E ancora ai genitori dei disabili: "Stiamo uniti, è importante che le famiglie si sentano sostenute, aiutate, i vostri figli non sono una catena ma un dono". Poi il corteo fino a Palazzo Senatorio dove Fragnelli è stato salutato dal sindaco di Trapani, Vito Damiano, dal Consiglio comunale, dai sindaci degli altri comuni della Diocesi e dalla deputazione trapanese, oltre che dalle autorità civili e militari cittadine. "Vengo a Trapani - ha detto il vescovo - come uomo del Sud. Come i siciliani, anche i pugliesi sono gente di frontiera, figli di terre-ponte che servono al Nord del mondo per cercare rotte commerciali e al Sud del mondo per cercare luoghi più sicuri di pace e di sviluppo. Terre stratificate da tante culture e visioni del mondo, terre divenute laboratorio di futuro. La Provvidenza mi chiama a trasferirmi in Sicilia e a intensificare con voi quella cultura dell’incontro e della solidarietà, di cui così spesso parla papa Francesco". "La Sicilia - ha proseguito - è uno specchio ricchissimo di rimandi alla nobiltà e alla fragilità dell’uomo. Come non meditare su una frase lapidaria di Leonardo Sciascia, quando – facendo eco a Pascal – dice: fragile come una canna, l’uomo ma sempre più nobile di tutto ciò che lo uccide". "Sarà mio preciso intendimento - ha concluso Fragnelli - dialogare con tutti, con credenti di altre fedi e con non credenti; mi aiuterete ad essere attento al mondo cristiano ortodosso legato al nostro passato e al mondo evangelico che viene incontro soprattutto nel presente globalizzato. Mi aiuterete ad essere catalizzatore di bene, cercando di aiutare tutti a tirare fuori il meglio di sé, con la ragione aperta e con la grazia divina". Terminato l'incontro a Palazzo Senatorio, il corteo si è spostato alla chiesa del Collegio dove il nuovo vescovo ha ricevuto in dono l'anello episcopale in argento, appositamente realizzato da artigiani trapanesi e che raffigura il volto della Madonna e il mare, e il saluto del vicario generale, monsignor Liborio Palmeri: "Ci ami di un amore paterno, incondizionato, quell'amore che crea stima vicendevole e unità", ha detto il vicario che ha poi proseguito riferendosi al nuovo cammino intrapreso dalla Chiesa trapanese: "La trepidazione c'è tutta ma non ci mancherà il coraggio". Ultima tappa in Cattedrale dove, dopo la lettura della bolla papale di nomina, l'annunzio, da parte dell'Amministratore apostolico Alessandro Plotti, dell'avvenuto insediamento. Da lui Fragnelli - divenuto il quattordicesimo vescovo della Diocesi -  ha ricevuto il pastorale, segno del governo della Diocesi e della continuità della successione apostolica. Quindi, seduto alla cattedra, ha ricevuto l'omaggio dei delegati delle varie realtà ecclesiali della Diocesi. "Eccomi qui a rivolgere lo sguardo a tutta la comunità ecclesiale, a questo popolo di Dio in cammino nella Diocesi di Trapani. Grazie per avermi atteso e accolto con grande affetto e benevolenza - ha esordito il nuovo vescovo nella sua omelia nella quale ha saputo trovare le parole per tutti, a cominciare dagli "ultimi": i poveri, gli immigrati, i carcerati. E poi un incoraggiamento alle famiglie e ai giovani: "Abbiamo bisogno di voi, dei vostri sogni e della vostra voce pressante. Insieme dobbiamo costruire la nave che ci porta nel futuro. Ma – come diceva Antoine de Saint-Exupéry – non cominceremo col chiamare a raccolta persone che procurino la legna, non cominceremo col distribuire i compiti e col promettere ruoli più o meno importanti; no, impareremo noi stessi e insegneremo agli altri la nostalgia del mare ampio e infinito". "Così comincia la costruzione della nostra nave trapanese e siciliana, italiana ed europea - ha proseguito il vescovo - e la nostra costruzione è un mare da solcare ed illuminare con la luce Vangelo. Come facevano i nostri antichi marinai e marittimi portando la Madonna di Trapani in tutto il Mediterraneo. La prima preoccupazione non sarà nel fare progetti o pianificazioni, ma nel risvegliare la nostalgia dell’infinito che è nell’uomo e dell’infinito che è Dio. Tanti uomini di buona volontà, credenti e non, sono pronti a dialogare con noi e a cercare con noi le sorgenti della spiritualità". "Sono venuto da lontano, rispondendo ad una chiamata. Ho superato anch’io incertezze e tentazioni di rifiuto. In tanti modi mi hanno aiutato la preghiera e le parole di solidarietà e incoraggiamento degli altri. Con voi invoco il patrono principale della città, Sant’Alberto degli Abati, i beati della nostra terra e i servi di Dio e, soprattutto invoco con voi la Madonna di Trapani, la spes nautarum, la speranza dei naviganti". Un'invocazione alla Madonna che Fragnelli ha voluto pronunciare in siciliano, citando un canto popolare: "E Ddiu ti dipinciu cu manu puri e comu Matri di lu piccaturi”. Madonna di ogni nostra contrada, da Custonaci a Giubino, tu sei Madonna del soccorso e Madonna dei miracoli. Rendi puri i nostri cuori, affinché vediamo l’opera del tuo Figlio divino in ognuna delle nostre storie. Madonna di Trapani, cielo a noi vicino, insegnaci il tuo sorriso divino!". Un abbraccio materno che non mancherà di sorreggere il nuovo pastore della Chiesa trapanese come hanno cominciato a fare i fedeli che ieri si sono stretti, in tanti, a lui. Tra di loro anche l'anziana madre di Fragnelli, Amelia, giunta dalla Puglia insieme ai figli, Tommaso ed Enza.

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