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Cronaca

Il Pm, il macellaio e l'ergastolano per mafia trapanese

19 Settembre 2021 10:11, di Laura Spanò
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Sembra il titolo di una fiction, ma è la realtà scoperta dai carabinieri di Scandiano, nel corso di un controllo antiCovid in una macell

SCANDIANO (Reggio Emilia)- Il Pm, il macellaio e l'ergastolano per mafia trapanese. Sembra il titolo di una fiction, ma è la realtà scoperta dai carabinieri di Scandiano, nel corso di un controllo antiCovid in una macelleria equina, la Salumoteca Bruno Parrucca di Scandiano . Siamo a febbraio scorso, il 19 per l'esattezza, sono le 18,30 e la macelleria è ancora aperta anche se la clientela a quell'ora, le 18.30 del 19 febbraio 2021, non dovrebbe più esserci così come dispone la normativa anticovid. All'Interno ci sono tre persone: il proprietario del locale, una signora e un tizio che si scoprirà poi sprovvisto di documenti. Sono seduti al tavolo con un calice di vino fra le mani, ma appena scorgono le divise si alzano di scatto.

Lei è Claudia Ferretti, magistrato a Modena, e per giustificare la permanenza fuori tempo massimo, dice ai militari dell'Arma che «avendo incontrato» i due, «intendeva salutarli, in quanto i due dovevano partire per la Sicilia il giorno dopo. Poi si erano dilungati in chiacchiere perdendo di vista l'orario». Ma la frequentazione è parsa tanto più insolita se letta attraverso il profilo della dottoressa Ferretti, magistrato specchiato nella scena della giustizia modenese.

Ma l'imbarazzo è arrivato quando viene verificato finalmente la generalità dello sconosciuto: si scopre che si tratta di Pietro Armando Bonanno trapanese, ergastolano, condannato per omicidio, e detenuto in regime di semilibertà nel carcere di Reggio Emilia. Bonanno è un pluriomicida, arrestato in Argentina nel 2005 e ritenuto colpevole dell’omicidio di Pietro Ingoglia, ucciso nel 1988 da colpi di pistola sparati da Bonanno.

I carabinieri di Reggio Emilia e la Procura generale alla Corte d’Appello di Bologna hanno approfondito il caso, grave, su cui è intervenuto anche il Consiglio superiore della magistratura. Il 13 aprile 2021, il Csm, in prima commissione, ha avviato una procedura di trasferimento per incompatibilità di ambiente e funzione. Inadeguato il mantenimento della funzione in Procura. Solo la richiesta di trasferirla al civile non ha trovato riscontro. Il 17 giugno, la commissione disciplinare, su richiesta della Procura generale di Cassazione, ha stabilito di trasferire Ferretti al Tribunale di Firenze, dove è stata assegnata al ruolo di giudice nella seconda sezione penale. Anche se a dicembre scatterà il pensionamento della dottoressa.

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