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Il Prefetto agli studenti: "Sicilia modello di integrazione"

20 Marzo 2014 16:09, di Ornella Fulco
Il Prefetto agli studenti: "Sicilia modello di integrazione"
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"Se tutta in tutta l’Europa ci fosse la stessa cultura dell’accoglienza che c’è in Sicilia, non ci sarebbe nessun problema d’integrazione". Queste le parole con il Prefetto di Trapani, Leopoldo Falco, ha aperto stamane l’incontro con i ragazzi delle quarte classi dell’Istituto Industriale “Leonardo Da Vinci” sul tema “Immigrazione, integrazione: aspetti sociali, culturali, giuridici”. "Nei giorni dell’emergenza degli sbarchi – ha proseguito Falco – mi sono attivato immediatamente per evitare la costituzione di tendopoli. Ci siamo ritrovati con 400 ospiti che abbiamo temporaneamente alloggiato in una palestra ma, in seguito a una riunione operativa con il ministro Alfano, siamo riusciti, tramite i fondi concessi dall’Unione Europea, a utilizzare i posti liberi delle case di riposo e delle strutture ricettive e oggi possiamo ospitare fino a 1600 migranti, creando un indotto di 400 persone occupate in queste strutture e che possono lavorare per tutto l’anno e non solo durante la stagione estiva". Incalzato dalle domande degli studenti sul ruolo dell’Europa in un’emergenza che non è solo italiana, il Prefetto ha risposto che "l’Europa crede che il suo ruolo si esaurisca nel finanziare l’accoglienza, senza intervenire a livello operativo. L’Italia è la porta del nostro continente ma è un piccolo Stato con risorse limitate e criticità già presenti e non può fare fronte da sola a un’emergenza di questo tipo". Secondo Falco occorrerebbe istituire "voli che dall’Africa subsahariana portino direttamente nel nord Europa. Il nostro è un Paese di passaggio, molti degli immigrati sbarcati cerca condizioni più favorevoli in nazioni diverse dalla nostra oppure mira a ricongiungersi con i parenti. Creando dei collegamenti diretti riusciremmo a spezzare il traffico criminale dei mercanti di uomini sul mare". Il Prefetto ha anche voluto sottolineare l’importanza dell’accoglienza come arricchimento personale: "l’accoglienza è sempre positiva – ha detto – da un punto di vista umano. Mi ha molto colpito la storia di Kofi, fuggito dal suo Paese perché dissidente politico. Veniva torturato ogni mattina ma ha trovato la forza di reagire e scappare da una situazione del genere ed è incredibile come una persona che ha subito tutto questo non perda mai la voglia di ridere. Adesso lavora qua a Trapani come assistente sociale". Quello di oggi sul tema dell’immigrazione è stato il primo di quattro incontri che si svolgeranno tra i ragazzi dell’Istituto tecnico industriale e il Prefetto. Gli argomenti dei prossimi tre incontri saranno lo sport come strumento di aggregazione, il concetto di cittadinanza e il protagonismo dei giovani di oggi.

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