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Il prefetto Darco Pellos saluta Trapani

22 Marzo 2019 14:24, di Ornella Fulco
Il prefetto Darco Pellos saluta Trapani
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"Il territorio trapanese ha bisogno di darsi una visione, di pensare a quale futuro vuole. Si dovrebbe badare un po' meno al proprio interesse particolare e guardare al bene della collettività". Questa la "fotografia" che il prefetto Darco Pellos, in procinto di lasciare Trapani per un nuovo incarico a Roma, ha consegnato alla stampa nell'incontro svoltosi stamattina al Palazzo del Governo."Non credo - ha esordito prima di passare ad una breve disamina delle tante questioni di cui si è occupato nel corso della sua permanenza - che la via di sviluppo di questo territorio sia solo il turismo, è necessaria una integrazione tra tutte le peculiarità di questa provincia che io sempre visto come un condensato della Sicilia: è necessario valorizzare i suoi giacimenti ambientali, culturali, le attività economiche come l'agricoltura".
Pellos ha ricordato come "in certi ambienti ci sia stato fastidio nei confronti della nostra attività in materia di interdittive antimafia (ndr. 35 in tutto, già 9 nel 2019) ma noi applichiamo la legge e se ci sono soggetti che non hanno i requisiti per stare nella white list va segnalato. Fin quando c'è una legge va applicata". 
Il prefetto ha sottolineato l'importanza delle recenti operazioni contro la mafia e i centri di potere occulti e ha ringraziato magistratura e forze dell'ordine per il loro impegno. "I fatti recenti, che certo dovranno andare al vaglio dei giudici, hanno ulteriormente mostrato - ha commentato - come sia stato utile lo scioglimento e il commissariamento del Comune di Castelvetrano dove la Commissione ha trovato molte opposizioni, spesso proprio da quei soggetti coinvolti nell'indagine". 
Pellos si è detto soddisfatto del risultato ottenuto nel contrasto al lavoro nero in agricoltura, citando il caso di Campobello di Mazara dove si è passati dagli accampamenti abusivi di migranti lavoranti stagionali ad un censimento - realizzato in collaborazione con l'Ufficio provinciale del Lavoro - pressoché totale delle presenze, circa 1.300 persone, colpendo anche i datori di lavoro che non rispettano le regole. 
Si è parlato anche di scuole, di infrastrutture - a proposito degli stanziamenti dell'Anas per completare l'anello autostradale del Trapanese "bisognerà vigilare su eventuali interessi della mafia nei cantieri" - di Protezione civile e tutela dell'ambiente - "in questa provincia la prevenzione ha mostrato di funzionare" -  fino a toccare anche la gestione dei migranti: "Abbiamo affrontato la trasformazione dell'hotspot di Milo - ha detto il prefetto - in Centro per i rimpatri in ottemperanza alle direttive del Ministero degli Interni e del governo". Quelle stesse direttive a cui gli uffici della Prefettura si sono attenuti per il "caso Diciotti", "vicenda risolta dai vertici dello Stato", ha detto Pellos, riferendosi a modalità e tempistica. 
"Credo nelle Istituzioni più che nelle singole persone - ha sottolineato in conclusione - io mi reputo un operaio della pubblica amministrazione che cerca ogni giorno di fare il suo dovere. I prefetti arrivano e vanno via, il prezioso lavoro di raccordo, di coordinamento e di intervento della Prefettura, nei suoi molteplici settori di intervento, resta".
Oggi pomeriggio, alle 17, Pellos saluterà la città in occasione di un concerto nel salone di rappresentanza della Prefettura a cura del Conservatorio musicale "Scontrino" di Trapani.

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