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Il senatore Santangelo (M5S) ricorda il Prefetto Sodano

05 Marzo 2014 16:45, di Ornella Fulco
Il senatore Santangelo (M5S) ricorda il Prefetto Sodano
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Il senatore trapanese del M5S Vincenzo Maurizio Santangelo ha ricordato, oggi, nel corso della seduta del Senato, la figura del Prefetto Fulvio Sodano. Riportiamo integralmente il testo del suo intervento. "Signor Presidente, colleghi, onorevoli cittadini che ci ascoltate da fuori, giovedì 27 febbraio 2014 è morto il prefetto Fulvio Sodano, il Prefetto del Popolo, così è conosciuto. Voglio ricordare la sua figura, la sua lotta, il suo percorso umano e civile. Fulvio Sodano è stato prefetto di Trapani dal 2000 al 2003. A Trapani il suo impegno si è concentrato soprattutto sui beni confiscati alla mafia, tanto che fece stipulare la «Carta degli impegni libera terra Trapani», un atto finalizzato a velocizzare le procedure di confisca dei beni mafiosi e a incidere in modo tangibile sull'impoverimento del patrimonio di origine mafiosa. Sono stato diverse le batoste subite dal prefetto del popolo. Ne ricordo solo alcune. Nel 2003, durante uno dei Governi Berlusconi, venne trasferito da Trapani ad Agrigento. Un trasferimento immotivato e non richiesto da lui, che ha aggravato il decorso della gravissima malattia da cui era afflitto. Nel 2005, l'allora sindaco di Trapani gli negò la cittadinanza onoraria, disattendendo il parere unanime del Consiglio comunale e delle migliaia di cittadini che lo avevano richiesto. Solo qualche mese fa il Comune di Trapani ha cercato di rimediare in maniera grossolana, proponendo a Sodano la cittadinanza onoraria, ma ormai era troppo tardi. Per troppo tempo le istituzioni erano state sorde e inerti dinanzi alle sollecitazioni di tantissimi cittadini liberi. Sodano rifiutò quest'ipocrita e tardiva onorificenza, dichiarando di essere già cittadino onorario grazie ai cittadini e non certamente alle istituzioni! Citando una sua lettera, il «prefetto del popolo» disse: «Ho analizzato le batoste subite, l'isolamento nei momenti critici da parte di chi per logica di potere non mi ha supportato; e fu allora che compresi che lo Stato non sempre stava dalla parte dello Stato». Queste vicende paradossali sono da ricondurre all'attività "scomoda" che il prefetto Sodano svolse a Trapani, cercando di salvare dal fallimento un bene confiscato al boss mafioso Vincenzo Virga: «La Calcestruzzi Ericina». Dopo la confisca, il Prefetto Sodano si è battuto per salvare questo bene simbolo della lotta seria alla mafia. Per questa lotta fu accusato da qualche politico locale e nazionale addirittura di favoreggiamento. Ecco il paradosso: un uomo di Stato che si è adoperato con tutte le sue forze per salvare un bene sottratto alla mafia, che produce beni non contaminati da ingerenze politiche, massoniche e mafiose e che dà lavoro a tanti cittadini onesti, piuttosto che essere supportato, incoraggiato e aiutato nel suo lavoro è stato ostacolato ed osteggiato in ogni modo proprio dallo Stato! Finte promozioni mascherate sono i trasferimenti. Questa è l'arma che lo Stato troppo spesso utilizza per mortificare alcuni dei suoi uomini migliori. Èavvenuto nel 2003 con il Prefetto Sodano, ed è avvenuto qualche mese fa ad un altro uomo di Stato, Giuseppe Linares. Questa è una storia che io ho vissuto in prima persona come cittadino, ed è una storia che mi fa molto male. Chi siede in questi banchi ed è trapanese come me, sa di chi parlava il Prefetto Sodano. Un uomo che è stato costretto a difendersi dallo Stato che cercava di tutelare. Voglio chiudere citandovi delle parole recentissime del Prefetto del popolo: «Uniamoci senza aver timore di essere sopraffatti, mostriamo di non cedere, di non avere paura e mettiamo in ginocchio quella parte del nostro Stato che, purtroppo ha scelto di essere assente, di favorire la corruzione mostrandosi a volte forte con i bisognosi e debole e accondiscendente con i poteri forti e occulti, apertamente complice di scellerati progetti che ad ogni costo ci vengono propinati come eccellenti, mortificando così l'intelligenza umana. Diciamo basta una volta per tutte a tutte quelle eccellenti combine tra mafiosi politicanti e burocrati, smascheriamoli e chiamiamoli per nome». Infine, signor Presidente e signori colleghi, un saluto non può non andare alla moglie e al figlio del Prefetto del popolo".

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