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Il "Serraino Vulpitta" chiude, solo quattro giorni di preavviso agli anziani per andarsene

17 Gennaio 2019 16:15, di Ornella Fulco
Il "Serraino Vulpitta" chiude, solo quattro giorni di preavviso agli anziani per andarsene
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Il "Serraino Vulpitta" chiude, solo quattro giorni di preavviso agli anziani per andarsene L'ipab "Serraino Vulpitta chiuderà il prossimo 20 gennaio ed entro quella data gli anziani che vi sono ospitati dovranno trovarsi un altro luogo in cui vivere ed essere assistiti. Ne danno notizia la CGIl e lo Spi CGIL che esprimono "forte preoccupazione" per la sorte degli anziani, che dovranno essere accolti in strutture private, e dei lavoratori che perderanno l’occupazione. Attualmente gli ospiti dell'Istituto geriatrico sono circa una trentina. Tra di essi anche l'ex sindaco di Trapani, Michele Megale.  La storica casa di riposo sarà chiusa per la "grave situazione  di dissesto economico e gestionale", come ha reso noto il  commissario straordinario Marco Fiorella che, solo lo scorso 16 gennaio, ha scritto alle famiglie comunicando che "a causa della grave situazione economica gestionale l'ente non riesce più a perseguire i propri fini assistenziali istituzionali" e che "gli ospiti verranno dimessi entro il 20 gennaio, per cui si invitano le famiglie, con l’urgenza del caso, alla presa in carico del medesimo per un trasferimento di esso in altra struttura". 
“Riteniamo gravissimo – dice il segretario generale dello Spi Cgil Franco Colomba – che le famiglie abbiano ricevuto la lettera in cui l’Istituto comunicava le dimissioni degli ospiti il 16 gennaio, ovvero solamente quattro giorni prima il termine ultimo entro il quale la struttura interromperà il servizio di assistenza. Seppur tra i compiti dell’Ipab non rientra quello di individuare una nuova struttura in cui trasferire gli anziani, è pur vero che le famiglie si trovano a dover fronteggiare, da sole, e in tempi molto stretti, una situazione di emergenza". Al "Serraino Vulpitta" vivono anche anziani che non riescono a far fronte al pagamento della retta di cui si fa carico il Comune. Queste persone non possono permettersi economicamente il trasferimento in una casa-famiglia privata. Il sindacato lancia l'appello alle Istituzioni "per trovare soluzione a una situazione di grave disagio per gli anziani e per le loro famiglie”.
Da noi interpellato sulla vicenda, l'assessore ai Servizi sociali Enzo Abbruscato ha illustrato la linea adottata dall'amministrazione comunale di Trapani: "Sono 16 gli ospiti della struttura la cui retta è a carico del Comune: Per loro ci stiamo già adoperando per garantire una diversa collocazione. Come è noto il Serraino Vulpitta non è gestito dal Comune ma dalla Regione. Riteniamo doveroso, però, per quella che è la sua importante funzione sociale, assistere questi cittadini in difficoltà e le loro famiglie così come faremo, nel rispetto della legge 22/1986, per quanto riguarda i lavoratori". Degli anziani ospiti della struttura altri tre sono a carico del Comune di Erice. 
La Cgil lancia anche l'allarme occupazione per gli undici lavoratori attualmente impiegati che, già da dieci mesi, sono senza stipendio e che a causa della chiusura dell’Ipab, perderanno il posto di lavoro.  “In una provincia – dice il segretario generale della Cgil di Trapani Filippo Cutrona – in cui i livelli occupazionali sono pesantemente compromessi e la ricollocazione nel mondo del lavoro è molto complessa, non possiamo permetterci di perdere un solo posto di lavoro. Il 'Serraino Vulpitta' è, per la città di Trapani, una storica struttura che svolge una importante funzione sociale. Chiediamo un urgente intervento del sindaco Giacomo Tranchida e della Regione per scongiurare la chiusura dell’Ente, per salvaguardare i posti di lavoro e per consentire ai dipendenti il recupero degli stipendi arretrati.

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Il "Serraino Vulpitta" chiude, solo quattro giorni di preavviso agli anziani per andarsene

Claudio Campaniolo

Stanno sapientemente smantellando tutte le IPAB le case di cura per anziani. Scusate l'espressione un po' volgare ma dei vecchi e degli anziani all'Assessorato Regionale della famiglia e delle politiche sociali "non ce ne fottono proprio nulla" e tantomeno dei dipendenti ivi applicati. Chi ha fondato l'Opera pia "Rosa Serraino Vulpitta" di certo si rivolterà nella tomba assistendo a questo scempio. Sono schifato e amareggiato, hanno trattato questa povera gente, alcuni portatori di gravi handicap, come pacchi postali dirottandoli in case di cura distanti pure oltre 50 chilometri: ad Alcamo, Vita, Santa Ninfa, senza pensare che i loro familiari trovano grandi difficoltà e disagio a raggiungerli, senza pensare minimamente il trauma profondo a cambiare luogo dopo che tutti gli assistiti si erano affiatati tra di loro e ai dipendenti in servizio al Vulpitta. Niente, è stata sufficiente una semplice lettera datata 16 gennaio 2019 a firma del Commissario straordinario che comunicava che dovevano sloggiare entro il 20 gennaio 2019. Se si fosse trattati di extracomunitari avrebbero ricevuto di certo un trattamento più umano ed un preavviso più lungo. Vorrei pensare un attimo ad esempio, cosa succederebbe al personale dipendente dalla Regione se li privassero dello stipendio per 10 mesi, altro che gilet gialli, gliene avrebbero fatte vedere di tutti i colori. La Regione Siciliana che in un paese "civile" questo servizio doveva essere il fiore all'occhiello, si è rivelata peggio di un disastro ferroviario, mancano da tempo i fondi e se ne sconosce la causa, sono mancati nel tempo i controlli della spesa, eppure qualche sforamento di spesa la Regione nei tempi andati l'ha fatta, mi riferisco ad es. alla differenze stipendiali in termini di ex miliardi di lire tra regionali e statali, ai trattamenti di favore in caso di prepensionamento dei regionali( bastavano se non erro 25 anni si servizio per una lauta pensione vita natural durante) ma basta leggere le cronache giornalistiche che forniscono ampi e dettagliati resoconti sulle spese "pazze" sostenute,adesso la misura si è colmata, è mancata totalmente la sensibilità perché con spietato cinismo è stata comunicata a tempo record la chiusura dell'ospizio a una trentina di soggetti deboli, alcuni dei quali non possono permettersi il lusso di pagare una casa di cura privata e che, al momento, non comprendono il reale motivo del loro trasferimento. Ricordo che anche l'Ospizio Marino ha fatto una cattiva fine precoce, ritengo infine che se l'Assessorato in parola con i suoi Dirigenti e tutti i Responsabili coinvolti non sono in grado di amministrare e gestire una struttura quali sono le IPAB di rilevante funzione sociale farebbero meglio a dimettersi e affidare il servizio a persone più preparate, più qualificate e competenti in questo settore.

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