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Il sindaco aderisce all'appello per la riforma della Politica della pesca

16 Dicembre 2012 20:39, di Danilo Bongiovanni
Il sindaco aderisce all'appello per la riforma della Politica della pesca
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Il sindaco di Favignana, Lucio Antinoro, ha aderito all’appello lanciato da Giusi Nicolini, sindaco di Lampedusa e Linosa (Ag), Stefano Pisani, sindaco di Pollica (Sa) e Nicola Cristaldi, sindaco di Mazara del Vallo, per la riforma della Politica comune della pesca, appello aperto alle adesioni di altri sindaci di Comuni che ospitano flotte pescherecce. Con questa iniziativa i primi cittadini dei centri interessati vogliono , richiamare l'attenzione degli eurodeputati europei sulle importanti decisioni sulla pesca che verranno prese il 18, 19 e il 20 dicembre a Bruxelles dalla commissione europea agricoltura e pesca. " Assistiamo con preoccupazione al declino della pesca, sottolineano i sindaci- dovuto ai costi crescenti delle attività, al calo delle catture e degli sbarchi, fatti che hnano eroso la redditività del settore provocando la riduzione di circa un quarto della flotta ittica nazionale e causando la perdita di migliaia di posti di lavoro". Da qui la necessità di un intervento pressante dei rappresentanti italiani a Bruxelles, visto che "la riforma della Politica Comune della Pesca che si sta discutendo in questi giorni, diventa un'occasione irrinunciabile per invertire questa drammatica tendenza al declino, allineando ad esempio i prelievi annuali alla capacità degli stock di riprodursi e di raggiungere il livello più produttivo. I porti delle nostre città vivono della pesca – scrivono in un documento cui possono aderire anche altre istituzioni- sono luogo di elezione per le buone tradizioni delle marinerie locali, sono fattore identitario della nostra comunità e, nonostante le difficoltà, continuano ad alimentare un tessuto umano e imprenditoriale fatto di piccole aziende artigianali, cooperative e singoli in grado di assicurare buona economia e coesione sociale. Per questo la tutela della pesca e delle risorse ittiche da cui essa dipende diventa anche per noi un obiettivo improrogabile e irrinunciabile. Ci rivolgiamo ai nostri europarlamentari affinché, nell'ambito della riforma della Politica Comune della Pesca, appoggino tutte quelle misure di sostenibilità sociale e ambientale che siano in grado di assicurare un futuro alla pesca italiana; condizionino gli aiuti alle demolizioni dei pescherecci e la conseguente perdita di occupazione alla creazione di un numero equivalente di posti di lavoro nelle marinerie di appartenenza.

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