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I NOSTRI VINI

Il territorio siciliano ricco di arte, cultura e vino!

17 Febbraio 2017 13:11, di Danilo Bongiovanni
Il territorio siciliano ricco di arte, cultura e vino!
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Sin dall'epoca dei Fenici, nella Sicilia occidentale fra l' VIII ed il VII secolo a.C. e nella Sicilia orientale con la colonizzazione greca intorno al VII-VI secolo a.C. si hanno tesimonianze della coltivazione della vite. Nel 1773 grazie ad un commerciante John Woodhouse, nacque il metodo soleras nella produzione del Marsala, il Marsala è stato il primo vino Doc della storia italiana. Negli anni questa ricchezza ha fatto si che la Sicilia diventasse importante a livello Mondiale per produzione di vini, forse i più conosciuti al Mondo sono il già menzionato Marsala doc ed il Passito di Pantelleria doc, entrambi fatti nel trapanese, ormai simboli di eccellenza della nostra provincia, ma anche il Malvasia delle Lipari doc, il nero d'Avola in generale, il Cerasuolo di Vittoria docg, l'Etna doc ecc Negli anni 50 la Regione Siciliana diede vita alle Cantine sociali, per quanto concerne la varietà di vitigni prodotti in Sicilia abbiamo come DOCG il Cerasuolo di Vittoria, parecchi DOC tra i quali il Riesi, l'Etna, il Delia Nivolelli, il Malvasia delle Lipari, il Monreale, il Salaparuta, Sciacca, Vittoria, Noto, Faro ecc nella nostra zona in particolare, il Marsala, Erice e l'Alcamo, ce ne sono parecchi a bacca bianca : grillo igt, catarratto igt, inzolia igt, zibibbo o moscato d'Alessandria igt, grecanico, malvasia igt, per quanto riguarda le uve a bacca rossa : nero d'avola, frappato, pignatello o perricone, proprio il pignatello è un vitigno storico della provincia di Trapani, che negli anni si era perso, in quanto ha una resa di produzione minima e quindi costi elevati di gestione con risultati poveri, ma da un pò di anni a questa parte è rispuntato, diventando un'eccellenza territoriale, in primis Firriato con il suo Ribeca e poi molte altre cantine hanno ripreso la produzione con risultati eccellenti, vedi il Sachia di Caruso e Minini, prodotto a Marsala, vino che fa un leggero affinamento in botte; il perricone di Fina, vino giovane senza passaggio in barriques, ed altri ancora; il perricone o pignatello, si ha notizie della sua esistenza già nel 1870, inizialmente veniva usato insieme ad altre uve nella composizione del Marsala ruby, il significato della parola pignatello si racconta che derivi dal dialetto "pignatiddare", termine usato per descrivere le nostre terre rosse luminose dove vi era un'elevatissima produzione di "pignatte" per cucina, ovvero pentole di terracotta, nel '900 si è avuto un calo sostanziale della commercializzazione di quest'uva, la ripresa è stata lenta ma c'è stata, tra le zone adesso di produzione, oltre Trapani, è stato incluso nei disciplinari di molte denomizioni tra cui Palermo, Messina ed Agrigento, anche s'è più utilizzato e conosciuto in queste zone come igt. Adesso a differenza del 1800 il vitigno si presenta robusto e costante nella resa, gli acini sono di grandezza media, bucce blu scurissime quasi nere.

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