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#Milano

Il vescovo Mogavero: "Riaprire il punto nascite di Pantelleria"

05 Gennaio 2013 11:10, di Redazione
Il vescovo Mogavero: "Riaprire il punto nascite di Pantelleria"
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Il vescovo di Mazara del Vallo, monsignor Domenico Mogavero, si unisce al coro di proteste nate dopo la chiusura del "punto nascite" dell'ospedale "Nagar" di Pantelleria dopo la lettera inviata dal Commissario straordinario del Comune Guseppe Piazza e dal presidente del Consiglio comunale Giuseppe Spata all'Assessore regionale alla Sanità Lucia Borsellino, seguita dalla presa di posizione dell'onorevole Mimmo Fazio. Il provvedimento di chiusura era stato disposto, lo scorso novembre, con una circolare firmata dal dirigente del Dipartimento materno infantile dell'Asp di Trapani Giovanni Bavetta in ottemperanza a quanto disposto dal decreto Balduzzi che prevede i punti nascita solo se le strutture sanitarie assicurano almeno 500 parti l'anno. Piazza e Spata avevano sottolineato come il trasferimento in terraferma di tutte le puerpere a partire dalla 32ª settimana di gravidanza esponesse le donne e le loro famiglie ad una serie di disagi, anche di tipo economico, non indifferenti. Sulla stessa linea la nota di uno dei parlamentari regionali espressi dalla provincia di Trapani, l'onorevole Mimmo Fazio, che aveva considerato come "i servizi essenziali per i cittadini non possono e non devono essere trattati con la fredda logica dei numeri e delle percentuali, ma guardando alle esigenze ed alle peculiarità specifiche di ciascuna realtà". Fazio non mancava di sottolineare il rischio che, proprio perché non in grado di far fronte alle spese di permanenza fuori casa, alcune partorienti possano decidere di non lasciare l'isola esponendo se stesse e il nascituro a tutti i pericoli di un parto non assistito in maniera adeguata. Adesso si alza la voce anche del vescovo di Mazara del Vallo: "L'isola non può essere trattata come fosse un agglomerato urbano qualsiasi - ha affermato Mogavero sottoscrivendo la petizione on line per ripristinare il "punto nascite" di Pantelleria promossa dai giornalisti Italo Cucci, residente nell'isola ormai da alcuni anni, e Salvatore Gabriele. "Le peculiarità di Pantelleria - scrive il vescovo - esigono l'adozione di parametri idonei a salvaguardare la vita, la dignità e i diritti delle persone. Se i governi nazionale e regionale non comprendono ciò, la politica ha perduto il suo ruolo e la sua funzione" . Nell'ultimo mese sono state una decina le donne trasferite a Trapani, alcune con l'intervento dell'elisoccorso che, peraltro, costituisce una spesa notevole per le casse della Regione. "Far nascere nostro figlio ci è costato 3.000 euro", racconta una famiglia che ha dovuto attendere in albergo il momento del parto. Le adesioni alla petizione sono già numerose e i commenti indignati dei cittadini non mancano. Al momento non si registrano prese di posizione da parte dell'Asp e dall'Assessorato alla Salute, mentre è di ieri la  nota del sottosegretario alla Salute Adelfio Elio Cardinale che afferma: "Il problema dei piccoli ospedali - specie in Sicilia - rappresenta il tallone sanguinante del sistema sanitario nazionale". Il sottosegretario, dopo aver preso atto delle istanze di numerose comunità locali siciliane sul tema dei piccoli ospedali sta incontrando alla Prefettura di Palermo deputati regionali e amministratori locali interessati al problema". "Il risanamento del sistema sanitario nazionale non può essere condotto facendo scadere la qualità dell'assistenza -  ha ribadito Cardinale - ma colpendo sprechi e illegalità".

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