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Cronaca
Trapani

Inchiesta intercettazioni Ong, Procura di Trapani chiarisce

27 Aprile 2021 15:00, di Redazione
Inchiesta intercettazioni Ong, Procura di Trapani chiarisce
Cronaca
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**Aggiornamento** - Il gip di Trapani, Emanuele Cersosimo, ha autorizzato la traduzione in lingua inglese, francese, spagnola e tedesca dell’informativa ‘madre’ dell’inchiesta sulle Ong che operavano nei soccorsi nel Mediterraneo, in cui sono indagate 21 persone di varie nazionalità e le organizzazioni umanitarie Medici senza Frontiere, Save the Children e Jugend Rettet. Lo apprende l’AGI. Si tratta dell’informativa riassuntiva depositata il 10 giugno 2020, composta da 651 pagine e redatta dagli agenti della Squadra Mobile di Trapani, del Servizio centrale operativo di Roma e del comando generale delle Capitanerie di Porto. Il gip ha disposto la traduzione dell’informativa in seguito alla richiesta di uno degli indagati, intenzionato a farsi interrogare dai pm, ma nel frattempo saranno sospesi i termini di indagine e soltanto quando le traduzioni saranno concluse la Procura di Trapani (procuratore aggiunto Maurizio Agnello, sostituti procuratori Giulia Mucaria e Brunella Sardoni) potrà avanzare un’eventuale richiesta di rinvio a giudizio. Si allungano ancora, dunque, i tempi dell’inchiesta, rallentata nei mesi scorsi anche dalla traduzione di alcuni documenti notificati agli indagati, come l’avviso di conclusione delle indagini. L’indagine nota dall’agosto 2017, con il sequestro della nave Iuventa, fermata a largo di Lampedusa e da allora ormeggiata all’interno del porto di Trapani. Alcuni mesi dopo, alcuni dispositivi informatici (smartphone, pendrive, computer, rilevatori di bordo e go-pro utilizzate durante i soccorsi) sono stati sequestrati a bordo della Vos Prudence, una delle navi umanitarie di Save the Children. Nel corso delle indagini, i componenti dell’equipaggio della Jugend Rettet (l’ong titolare della Iuventa) avevano chiesto l’esecuzione di un incidente probatorio per analizzare i dispostivi sequestrati, che si è concluso il 27 settembre 2019. L’ispezione disposta dal Ministero della Giustizia per la Procura di Trapani era già prevista ben prima del ‘caso intercettazioni’ emerso a margine delle indagini sulle Ong che operavano nel Mediterraneo. Secondo quanto apprende l’AGI, gli accertamenti, che avranno inizio per via telematica il prossimo 17 maggio e proseguiranno l’8 giugno con la presenza degli ispettori in Procura, rientrano nell’ispezione ‘ordinaria’ già calendarizzata per marzo 2020 e slittata a causa delle restrizioni previste per l’emergenza Covid. Nel corso dell’accertamento, tuttavia, saranno richiesti chiarimenti ‘straordinari’ sull’indagine che riguarda i presunti rapporti tra i trafficanti libici e le organizzazioni umanitarie Save the Children, Medici senza Frontiere e Jugend Rettet. La notizia dell’invio degli ispettori alla Procura di Trapani, disposto dal ministro Marta Cartabia, era trapelata agli inizi di aprile, in seguito alle denunce dell’Ordine dei giornalisti, che aveva definito “uno sfregio del segreto professionale” le intercettazioni delle conversazioni della giornalista Nancy Porsia, autorizzate dal gip di Trapani nel corso delle indagini e proseguite da luglio a dicembre 2017. Il ‘caso’ inoltre viene monitorato anche dalla Procura generale presso la corte di Cassazione, presieduta dal magistrato Giovanni Salvi, responsabile per l’applicazione di eventuali provvedimenti disciplinari nei confronti dei magistrati di Trapani. _____________________________________________________________________________
La Procura di Trapani nell’ambito del caso scoppiato attorno alle intercettazioni condotte durante l’inchiesta sui contatti tra Ong e trafficanti di uomini, ha diffuso un comunicato. Nessuna violazione è stata compiuta a proposito delle intercettazioni tra la giornalista Porsia e il suo legale. L’accertamento è stato condotto dal Procuratore aggiunto Maurizio Agnello che ha diffuso la seguente dichiarazione.
“Con riferimento alla nota vicenda delle navi ONG dal brogliaccio di ascolto relativo all’unica telefonata intercettata fra la giornalista Porsia e l’avv. Calantropo, si evince chiaramente che alla data del colloquio, 15/11/2017, non vi era alcun rapporto di tipo professionale fra i due colloquianti. Ed invero solo il 11/12/2017 successivo l’avv Calantropo deposita l’allegata lista testi nella quale chiede di escutere la Porsia, richiesta rigettata dalla Corte all’udienza del 12/2/2018”.
Il capo della Procura trapanese ha anche messo a disposizione dei giornalisti i documenti giudiziari ai quali ha fatto riferimento.

La giornalista era stata intercettata da luglio a dicembre 2017 e nel corso delle conversazioni, riversate nei brogliacci depositati nel faldone processuale dai pm (procuratore aggiunto Agnello, sostituti procuratori Giulia Mucaria e Brunella Sardoini), erano emersi alcuni contatti telefonici con l’avvocato Calantropo, legale di riferimento di Nancy Porsia. «Invero solo il 11 dicembre 2017 successivo l’avvocato Calantropo deposita la lista testi nella quale chiede di escutere la Porsia, rigettata dalla Corte all’udienza del 12 febbraio 2018», aggiunge il procuratore aggiunto Maurizio Agnello. La circostanza cui si riferisce il magistrato risale alla richiesta di audizione di Nancy Porsia, sottoposta dall’avvocato Michele Calantropo alla corte d’Assise di Palermo nell’ambito del processo nei confronti di Medhanie Tesfamariam Behre, il presunto trafficante vittima di un errore di persona.

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