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Cronaca
Palermo

Inchiesta "Mare Monstrum": il luogotenente dei CC indagato respinge le accuse

24 Maggio 2017 12:56, di Ornella Fulco
Inchiesta "Mare Monstrum": il luogotenente dei CC indagato respinge le accuse
Cronaca
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Ha respinto tutte le accuse il luogotenente dei Carabinieri Orazio Gisabella, 52 anni, sentito dal gip di Perugia - dove il militare presta servizio - per l'interrogatorio di garanzia legato alla misura cautelare della sospensione dal servizio disposta nei suoi confronti nell'ambito dell'inchiesta della Procura di Palermo sui collegamenti marittimi per le isole minori siciliane che lo vede accusato di corruzione. Nell'operazione "Mare Monstrum", oltre ad una serie di indagati, sono stati arrestati l'armatore Ettore Morace, il deputato regionale e candidato sindaco di Trapani Girolamo Fazio e il funzionario regionale Giuseppe Montalto. Il primo si trova al carcere "Pagliarelli" di Palermo mentre gli altri due sono agli arresti domiciliari. Secondo la Procura di Palermo il militare dell'Arma avrebbe "fatto proprio il contenuto di un esposto anonimo" messo a disposizione da Sergio La Cava (presidente della società Navigazione Generale Italiana e socio del maggior gruppo imprenditoriale messinese che fa riferimento alla famiglia Franza, scrivendo una relazione di servizio successivamente trasmessa agli uffici giudiziari. Quell’esposto – si apprende – era già stato inviato a varie Istituzioni ma, transitando per le vie ufficiali come informazione proveniente da fonte confidenziale, avrebbe dato il via ad un’indagine penale nei confronti della famiglia Morace. Su questa relazione si stanno ora concentrando le attenzioni della magistratura. Gisabella, ex Ros e ultimamente in servizio al Nucleo tutela patrimonio culturale, si sarebbe adoperato con ufficiali della Sezione Anticrimine del Raggruppamento operativo speciale di Perugia e di Palermo, oltre che con il procuratore aggiunto di Perugia, affinché la relazione innescasse l’avvio di un’indagine. I giudici sono convinti che si tratti di "un’immorale e spregevole attività di dossieraggio" connotato da un "mercimonio a carattere corruttivo" ricambiato con l’assunzione a tempo indeterminato della figlia alla Caronte&Tourist della famiglia Franza di Messina. Gisabella, inoltre, avrebbe tentato di dare vita a una "campagna di stampa dai contenuti denigratori" contro la società dei Morace attraverso i contatti con alcuni giornalisti. Tra le altre contestazioni mosse al sottufficiale c’è l’accesso abusivo allo Sdi – la banca dati delle forze di polizia in cui sono conservati i dati personali di tutti i cittadini – attraverso un paio di verifiche richieste ad altrettanti ignari colleghi dell’Arma. Infine è accusato di aver consigliato ad un collega di non frequentare un soggetto indagato, rivelandogli dettagli su un’inchiesta in corso. "Nel corso del lungo interrogatorio, protrattosi per circa quattro ore, il luogotenente Gisabella ha chiarito, attraverso il richiamo a precisi elementi di fatto e circostanze oggettive, ogni profilo della vicenda in corso di accertamento", ha dichiarato il suo difensore, l'avvocato Nicola Di Mario. Secondo quanto riferito dal legale, Gisabella ha escluso che la relazione da lui predisposta sia un atto contrario ai suoi doveri di ufficio trattandosi, invece, "di un adempimento doveroso collegato alle funzioni di ufficiale di polizia giudiziaria da lui svolte".

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