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Cronaca
Trapani

Inchiesta "Mare Monstrum", il Tribunale di Palermo dispone commissariamento della Liberty Lines

09 Marzo 2018 10:06, di Ornella Fulco
Inchiesta "Mare Monstrum", il Tribunale di Palermo dispone commissariamento della Liberty Lines
Cronaca
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Richiesto, dalla Procura della Repubblica di Palermo, il commissariamento della Liberty Lines, la compagnia di navigazione di proprietà della famiglia Morace. Il provvedimento emesso dal Tribunale di Palermo è stato notificato dai militari del Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Palermo e di Trapani. Il provvedimento ha la durata di un anno. L’amministratore giudiziario è l’avvocato Marco Montalbano che avrà il compito di esaminare i contratti vigenti, accertando l’eventuale presenza di clausole produttive di profitti ingiusti per la società di navigazione; verificare la corretta esecuzione dei contratti e la legittimità degli importi di volta in volta richiesti alla Regione Siciliana o agli enti locali eventualmente coinvolti; accertare l’esistenza di anomale cointeressenze di tipo personale/familiare, lavorativo ed economico tra il personale della Liberty Lines e quello della Regione Siciliana o di altri Enti, pubblici o privati, coinvolti a vario titolo nella aggiudicazione e nella attuazione dei contratti di servizio pubblico; curare l’adozione e l’efficace attuazione dei modelli di organizzazione idonei a prevenire reati della specie di quelli verificatisi. Come si ricorderà, infatti, Ettore e Vittorio Morace, insieme ad altre persone, sono indagati per presunti episodi di corruzione nell'ambito dei bandi della Regione Siciliana per i collegamenti con le isole minori. Il provvedimento interdittivo emesso nei confronti della Liberty Lines, scaturisce dall’applicazione delle norme sulla responsabilità amministrativa delle società e degli enti sulla base delle risultanze emerse nel corso dell'inchiesta "Mare Monstrum" del maggio 2017. Secondo il giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Palermo "esiste un concreto e attuale rischio di commissione di altri illeciti amministrativi dipendenti da reato da parte della società di navigazione che avrebbe tratto vantaggio dalla corruzione commessi da Vittorio Morace sia sotto il profilo economico sia per effetto della posizione di privilegio ricoperta nel settore del trasporto marittimo". Secondo il gip "la compagnia, essendo di esclusiva proprietà della famiglia Morace, non è mai stata dotata di modelli organizzativi e gestionali adottati al fine di evitare la commissione dei delitti in questione". Secondo gli inquirenti Vittorio Morace, all’epoca dei fatti presidente della Ustica Lines, aveva ottenuto, corrompendo la dirigente regionale Salvatrice Severino, bandi di gara per l’affidamento quinquennale del servizio di collegamento marittimo con mezzi veloci tra la Sicilia e le isole minori, favorevoli  alla sua compagnia di navigazione. La dirigente avrebbe, secondo l'ipotesi della Procura di Palermo, erogato a beneficio di Ustica Lines 10 milioni di euro a titolo di compensazioni finanziarie per prestazioni di trasporto marittimo mai rese dalla società. In cambio avrebbe ricevuto beni di lusso e ottenuto l’assunzione della propria figlia nella società di navigazione.

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