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Cronaca
Trapani

Inchiesta "Mare Monstrum, la Procura di Palermo chiede rinvio a giudizio per gli indagati

18 Febbraio 2019 10:15, di Redazione
Inchiesta "Mare Monstrum, la Procura di Palermo chiede rinvio a giudizio per gli indagati
Cronaca
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La Procura di Palermo ha chiesto il rinvio a giudizio per gli armatori Ettore e Vittorio Morace, e gli altri indagati nell'inchiesta "Mare Monstrum" su un presunto giro di mazzette, favori e corruzione nell'ambito degli appalti per l'assegnazione dei contributi per i collegamenti tra la Sicilia e le isole minori. Assieme a loro sono indicati anche l'ex presidente della Regione Siciliana Rosario Crocetta, l'ex sottosegretaria Simona Vicari, l’attuale deputata regionale Marianna Caronia, l’ex vice presidente della commissione antimafia regionale Mimmo Fazio, la ex dirigente regionale Salvatrice Severino, l’ex segretario particolare dell’assessore regionale Pistorio, Giuseppe Montalto, e ancora di Massimo Finocchiaro, Sergio Bagarella, Lucio Cipolla, Elisabetta Miceli e Giacomo Monteleone. Secondo l'accusa, che ha tratto origine dalle indagini condotte dai militari del Comando provinciale Carabinieri di Trapani, i Morace avevano stretto un patto corruttivo con la dirigente dell'Assessorato ai Trasporti della Regione siciliana, ricompensata anche con l'assunzione della figlia presso la Liberty Lines, per essere garantiti nella modulazione ad hoc dei bandi di gara e nella liquidazione dei compensi per le corse effettuate dalla loro flotta di aliscafi. Per i magistrati palermitano il guadagno dei Morace avrebbe superato i 10 milioni di euro. Il processo è stato chiesto anche l'ex deputato regionale Mimmo Fazio e per Crocetta per le loro presunte pressioni sui dirigenti regionali Fulvio Bellomo e Dorotea Piazza: corruzione l’accusa per Crocetta a proposito di un contributo da 10 mila euro ricevuto dai Morace. A Fazio, già indagato per corruzione dalla Procura di Trapani nel troncone cittadino della vicenda, i pm palermitani contestano il reato di minacce a pubblico ufficiale, vittima la dirigente Piazza al termine di una burrascosa riunione a Palermo nel corso della quale la donna aveva reso nota la sua decisione di annullare bandi di gara che sarebbero stati preconfezionati per favorire la Liberty Lines: “La pagherete cara, è questione di tempo ma la pagherete cara”, avrebbe detto Fazio alla donna. Un Rolex e un orologio Bulgari, valore rispettivo 6 mila e 7 mila euro, donati alla sottosegretaria Simona Vicari sarebbero stato il prezzo della corruzione per fare ottenere vantaggi fiscali alla Liberty Lines attraverso un emendamento accolto poi dal Parlamento nazionale. Tra i politici coinvolti c'è anche la deputata Marianna Caronia che avrebbe assecondato la richiesta dei Morace di non nominare consulente della commissione parlamentare dell’Ars in materia di collegamenti marittimi il comandante Giuseppe Prestigiacomo. In cambio i Morace, secondo i magistrati, si sarebbero impegnati ad accogliere tutte le richieste della Caronia per la buonuscita dalla Siremar e a pagare 50 mila euro alla stessa deputata in cambio di una fattura per prestazioni inesistenti. Bagarella, Cipolla e Miceli erano i funzionari regionali che predisposero i bandi e a tutti e tre vengono contestati i reati di turbata libertà degli incanti e di corruzione. Il prezzo dei loro favori sarebbero stati passaggi gratis sulle nave della Liberty Lines (per un valore complessivo di 18 mila euro circa) e, per il solo Bagarella, anche un televisore. Anche Monteleone, dirigente dell'Assessorato, avrebbe ricevuto 1.400 euro di biglietti gratis e in cambio non avrebbe avviato alcun controllo.
Intanto si attendono gli sviluppi degli accertamenti effettuati lo scorso mese di dicembre dalla Guardia di Finanza nelle sedi di Trapani e Milazzo della Liberty Lines. L’ipotesi contestata sarebbe quella della mancata iscrizione al bilancio della società di navigazione di ingenti somme derivanti dalla vendita dei biglietti o dallo smobilizzo di alcune polizze per diverso tempo.  
 

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