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Iniziative della Diocesi per la pace in Siria

06 Settembre 2013 13:06, di Niki Mazzara
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Inizierà domani alle 21 nella Cattedrale "San Lorenzo" la veglia di preghiera che, fino a mezzanotte, riunirà i fedeli di parrocchie, associazioni, mo...

Inizierà domani alle 21 nella Cattedrale "San Lorenzo" la veglia di preghiera che, fino a mezzanotte, riunirà i fedeli di parrocchie, associazioni, movimenti della Diocesi di Trapani e tutti coloro che desiderano unirsi nella richiesta di pace in Siria. La solenne concelebrazione eucaristica sarà presieduta dall’Amministratore apostolico monsignor Alessandro Plotti. Seguirà l’adorazione eucaristica comunitaria scandita dalle parole dei pontefici del Novecento - fino a Benedetto XVI e papa Francesco - sul Vangelo della Pace. Nel corso della giornata di domani occasioni di preghiera comunitaria sono previsti in diverse parrocchie della Diocesi a Trapani, Alcamo, Paceco e Calatafimi-Segesta. “L’invito rivolto dal Papa Francesco a vivere una giornata di digiuno e di preghiera per la Siria, martoriata dalla guerra civile e sottoposta al rischio di un conflitto allargato - commenta il vicario generale monsignor Liborio Palmeri - ha ricevuto un'eco mondiale che ricorda altri momenti tragici della storia, in cui l'appello dei Papi ha dato un grande contributo alla risoluzione di crisi militari, sventando il pericolo di gravi conflitti. Anche il mondo musulmano, ortodosso e dei non credenti si sente interpellato dal grave monito del Papa e dal suo appello a dare un segno concreto al desiderio di pace che regna nel cuore di tutti gli uomini di buona volontà. Accogliamo l’invito, lo facciamo nostro con un momento di preghiera diocesano ricordando che la pace è frutto della comunione e dell’unità”. A convocare la Diocesi era stato l’Amministratore apostolico Alessandro Plotti che, raccogliendo l’appello di papa Francesco all’Angelus di domenica scorsa, aveva concluso il Convegno ecclesiale invitando la Chiesa locale a tornare a riunirsi per invocare la pace da Dio e dare testimonianza che la comunità dei credenti rifiuta la guerra come mezzo di risoluzione dei conflitti.

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