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Invaso Rubino. Riaprire i rubinetti dopo l'alga rossa - Trapani Oggi

Cronaca

Invaso Rubino. Riaprire i rubinetti dopo l'alga rossa

24 Giugno 2021 15:47, di Salvatore Morselli
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La carenza di acqua mette a rischio l'agricoltura e la zootecnia

Una situazione drammatica che rischia di acuirsi ulterirmente. È quella che hanno denunciato  alcuni agricoltori e allevatori di bestiame dei Comuni di Trapani, Paceco, Salemi e Marsala che si sono visti chiudere i rubinetti della condotta idrica dell'invaso “Domenico Rubino”.
Una chiusura che risale a oltre quattro mesi fa e operata dall’Arpa, agenzia regionale protezione ambientale, causata dalla presenza dell'alga rossa nelle acque del lago Rubino.
Le sollecitazioni avanzate da agricoltori e allevatori di bestiame hanno finalmente trovato una sponda nel comune di Trapani che, con una nota a firma congiunta del sindaco Giacomo Tranchida e dell’assessore Giuseppe Pellegrino (peraltro agronomo) hanno convocato una riunione presso la Sala Sodano di Palazzo d’Alì per martedì  29 alle ore 10.00. Scopo immediato quello di istituire un tavolo tecnico – istituzionale al fine di definire in sede di confronto operativo le problematiche correlate agli invasi (capacità ricettiva) e sulla (mancata) utilizzazione della risorsa idrica per le aziende agricole del territorio. Ricordiamo come l’Arpa aveva disposto di non erogare il prezioso liquido dopo che le acqe del’invaso furono attaccate dall’alga rossa, (Planktothrix rubescens), tossica, che ha reso impossibile ad oggi irrigare liberamente i terreni e dare da bere agli animali delle aziende zootecniche esistenti nel territorio. Così, mentre si  aspettava il periodo estivo per il collassamento della temperatura in modo che le alghe chiudessero il loro ciclo vegetativo si è proceduto a svuotare l’invaso  creando ulteriori danni in quanto l'acqua è stata versata nella riserva dello Stagnone inquinando la fauna  marina. Il tutto mentre  gli allevatori, alla disperazione, hanno comprato acqua. Un aiuto è venuto  dal responsabile dell'ispettorato agrario che in comune accordo con il collega della forestale,  tempestivamente,  hanno disposto l'ausilio delle autobotti per poter portare l'acqua presso gli allevamenti che per altro nuove o mezzi idonei per il rifornimento. Ora, atteso che i fenomeni meteorologici sono stati favorevoli alla scomparsa delle alghe e al riempimento dell'invaso con le piogge di aprile e maggio abbassando il grado di tossicità delle acque, cosa di cui sono stati  avvisati i sindaci interessati sul territorio, gli allevatori sperano in una  ordinanza a tutela della cittadinanza e di concerto le organizzazioni sindacali tornano a chiedere che si possa risolvere il problema in quanto è a rischio la campagna irrigua per l'intera agricoltura e in modo specifico per gli animali che in questo periodo hanno bisogno di bere per lo meno di volte al giorno. Il continuo ricorso alle autobotti non  praticabile sia per gli aspetti logistici che per l’eccessiva spesa che gli allevatori dovrebbero sostenere. Sulla problematica è intervenuta anche la  Cia, Confederazione Italiana Agricoltori.  “Una scelta sicuramente giusta visto che è a rischio la salute – commenta Nino Cossentino, presidente della Cia Sicilia Occidentale – ma che al contempo sta danneggiando gli agricoltori. Oltre alle colture ortive, sono a rischio adesso vigneti e uliveti, gli agricoltori stanno già subendo un danno economico enorme, visto che l’acqua viene razionata con le autobotti e non basta certo a soddisfare le esigenze di migliaia di ettari in piena operosità”. In soccorso delle campagne e degli allevatori sono arrivate le autobotti dell’Ispettorato dell’Agricoltura di Trapani, che finora si è sobbarcato il problema sulle sue spalle. Ma, spiegano alcuni produttori Cia, non può bastare in questo periodo caratterizzato, tra l’altro, da un forte innalzamento delle temperature. “Le piante seccano e gli animali boccheggiano, servono decine e decine di litri per il fabbisogno di un singolo bovino”. “Ogni giorno che passa- dice Biagio Martorana, uno degli allevatori zootecnici - la situazione va peggiorando. Noi facciamo fronte con l’acqua che acquistiamo, ma ne occorre tanta, gli animali in questo periodo hanno bisogno di bere per lo meno di volte al giorno”.  

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