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Trapani | Cronaca

"Io sono no Mafia". Trent'anni fa nasceva la DIA [VIDEO]

29 Ottobre 2021 08:31, di Laura Spanò
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L'idea partorita da Giovanni Falcone

Era l'autunno del 1991, trent’anni fa, quando Giovanni Falcone, quel giudice che la mafia e i mafiosi temevano più di ogni altra cosa e che sarebbe stato ucciso appena qualche mese dopo a Capaci, partorì un’idea rivoluzionaria per l’Italia di quei tempi: contro la mafia, occorreva creare una sorta di Fbi italiana. Nacque così la Dia, Direzione investigativa antimafia. Un organismo d’élite di cui non si parla quasi mai, incardinato nel Dipartimento di Ps, dove confluiscono i migliori investigatori di polizia, carabinieri e guardia di finanza, e che da trent’anni firma alcune tra le indagini più sofisticate contro la criminalità organizzata.

In 30 anni di attività, gli investigatori della DIA hanno lavorato nell’ombra e senza clamori per catturare latitanti di cosa nostra, camorra, ‘ndrangheta, anche oltre i confini nazionali; attraverso l’utilizzo di nuovi metodi investigativi sono arrivati alla conclusione di centinaia di arresti, e al sequestro dei grandi patrimoni delle mafie. In provincia di Trapani, notevole è stata la mole di attività investigative messe a segno proprio dalla sede locale della DIA. Attività che hanno visto l'arresto di personaggi legati al boss latitante Matteo Messina Denaro, a cominciare dalla sorella Patrizia, ma anche di altri fiancheggiatori della primula rossa. Dall'altro lato poi notevole è stato l'impegno profuso nell'aggressione dei patrimoni illeciti di cosa nostra trapanese.

Una provincia quella trapanese che: "Rispetto al passato, si conferma anche l’articolazione in quattro mandamenti (Alcamo, Castelvetrano, Trapani e Mazara del Vallo) e 17 famiglie, nonchè la centralità del boss Matteo Messina Denaro che, nonostante i 28 anni di latitanza, rimane il principale punto di riferimento per decidere le questioni di maggiore interesse dell’organizzazione, per dirimere le controversie e per nominare i vertici delle articolazioni mafiose".

A trent’anni dalla nascita della DIA – Direzione Investigativa Antimafia – andrà in onda in prima visione assoluta questa sera su Rai3 alle ore 21.20 “DIA 1991 – Parlare poco Apparire mai” il film che racconta la storia della lotta alle mafie dal 1991 ad oggi. Il film, scritto da Diana Ligorio e con la regia di Leonardo Dalessandri con Gabriele Ciances, andrà in onda lo stesso giorno in cui al Quirinale saranno celebrati i 30 anni di un organismo investigativo nato ufficialmente il 29 ottobre 1991, ma diventato operativo solo il 25 maggio del '92, all'indomani della strage di Capaci. Ed è proprio con l'esplosione dell'autostrada, che da Punta Raisi porta a Palermo, comincia questo docufilm.

Ci sono immagini girate pochi minuti dopo l’attentato di Capaci, immagini strazianti che ancora oggi commuovono e ci turbano. Fu proprio all’indomani della strage di Capaci che la DIA divenne operativa iniziando le indagini proprio dall’eccidio che aveva ucciso Falcone, la moglie Francesca Morvillo egli agenti di scorta. Quell’evento così drammatico che segnò una ferita indelebile nel cuore dello Stato.

IO SONO NO MAFIA

Una frase diventa coro, una frase diventa immagine. Volti, voci e colori nelle lingue del mondo rappresentano un messaggio universale. IO SONO NO MAFIA è uno spot istituzionale che in quaranta secondi trasmette il messaggio della Direzione Investigativa Antimafia attraverso le giovani generazioni. Un’ideale testimone che le donne e gli uomini della D.I.A. consegnano ai ragazzi e alle generazioni future, quale segno di educazione alla legalità e alla cultura antimafia.

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