Trapani Oggi

Iraq, razzi contro la diga di Mosul difesa dal 6 Reggimento bersaglieri - Trapani Oggi

Trapani | Cronaca

Iraq, razzi contro la diga di Mosul difesa dal 6 Reggimento bersaglieri

08 Ottobre 2016 10:23, di Ornella Fulco
visite 1678

Miliziani dell'Isis hanno lanciato quattro razzi contro la diga di Mosul, in Iraq, senza provocare danni n feriti. Il sito attualmente presidiato d...

Miliziani dell'Isis hanno lanciato quattro razzi contro la diga di Mosul, in Iraq, senza provocare danni nè feriti. Il sito attualmente è presidiato dai militari del 6° Reggimento Bersaglieri di Trapani che assicura protezione al cantiere, avviato dalla ditta italiana Trevi, per la messa in sicurezza della struttura sul fiume Tigri. Il primo razzo ha centrato un campo di calcio che si trova nella zona residenziale vicino alla diga, mentre il secondo ha colpito il quartiere Al Muhandisin. Il terzo razzo è caduto vicino alla sede della Trevi mentre il quarto e ultimo è caduto nell'acqua. E' la prima volta che l'Isis colpisce la diga da quando ha lasciato la zona due anni fa. Subito dopo l'attacco sono intervenuti caccia alleati che hanno individuato le rampe di lancio annientandole. I quattro razzi, da 107 o 122 millimetri, secondo fonti militari, sono stati lanciati verso l'area della diga da una quindicina di chilometri. Il lancio dei razzi - secondo gli analisti - potrebbe essere solo un'anteprima per testare le difese italiane e degli alleati curdi. Non è un caso che l'attacco sia avvenuto poco dopo l'inizio ufficiale dei lavori di manutenzione sulla diga lo scorso 1 ottobre. Già lo scorso 7 settembre l'intelligence aveva lanciato l'allarme rivelando un piano di attacco delle "bandiere nere" alla diga di Mosul. Il nome dell'operazione è "Conquista della morte" e prevede l'impiego di 200 miliziani, in gran parte stranieri. L'attacco sarebbe stato pianificato sulla base di assalti suicidi con veicoli corazzati artigianalmente ed imbottiti di esplosivo. Attualmente i militari del 6° Reggimento Bersaglieri di Trapani sono schierati a una ventina di chilometri dalle trincee dello stato islamico attorno a Mosul, la "capitale" del Califfato in Iraq. I nostri uomini fanno parte dell'operazione alleata "Inherent resolve", a guida americana. I compiti del contingente italiano sono solo quelli di garantire la sicurezza della diga e del personale che vi lavora mentre la missione alleata è di "sconfiggere militarmente Daesh". In caso di necessità, possono intervenire in difesa, dalla base di Erbil, capoluogo del Kurdistan iracheno, gli elicotteri italiani d'attacco "Mangusta" e quelli da trasporto dell'aviazione dell'Esercito con i fanti del 66° Reggimento aeromobile "Trieste", veterani dell'Afghanistan. La decapitazione del sistema di comando e controllo dell'Isis a Mosul fa parte della grande offensiva irachena, con l'appoggio americano, per la liberazione della città che conta oltre un milione di abitanti. L'operazione è già iniziata con le avanguardie giunte a cento chilometri a sud di Mosul. Una battaglia che dovrebbe scatenarsi nei prossimi mesi e la diga è l'obiettivo strategico più vicino alla prima linea dell'Isis.

© Riproduzione riservata

Ti potrebbero interessare
Altre Notizie