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Erice

L' antropologo Atran: "Terrorismo figlio della globalizzazione"

22 Agosto 2017 17:25, di Redazione
L' antropologo Atran: "Terrorismo figlio della globalizzazione"
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"Abbiamo bisogno di una strategia per reindirizzare i giovani radicalizzati coinvolgendoli con le loro passioni”. Per l’antropologo franco americano, Scott Atran, co-fondatore del "Centro per la risoluzione dei conflitti intrattabili" dell’Università di Oxford e opinionista di “The Guardian”, questa è la strada da seguire per cercare di dissuadere i terroristi in erba. Lo studioso, intervenendo nella sessione “Nuove sfide nel nostro mondo frammentato” della cinquantesima edizione dei Seminari internazionali di Erice sulle Emergenze Planetarie, ha sostenuto che a generare il terrorismo internazionale (Al Qaida e Jihadisti) è stata la globalizzazione. “La globalizzazione, con un’evoluzione rapida, ha distrutto i valori identitari del popolo musulmano”, creando disorientamento e “scatenando la reazione degli estremisti”. Atran dice che “il movimento jihadista e gli xenofobi sono il risultato della stessa risposta emotiva”. L’antropologo ritiene che lo scenario del “Sud Est asiatico di oggi è simile a quello della Germania negli anni Trenta". “Oggi – aggiunge Atran – siamo alla ricerca di punti deboli che possano destrutturare e destabilizzare i terroristi ma offrire loro beni materiali è controproducente”. Dall’analisi del fenomeno (che comprende anche interviste a fondamentalisti iraniani ed iracheni), si è visto, infatti, che l’offerta di denaro ha avuto, addirittura, effetti contrari. Per Atran, il colonialismo economico e le motivazioni religiose sono solo alcuni dei fattori che hanno alimentato il terrorismo internazionale. Alla base di tutto, ha ribadito, c’è la globalizzazione. A dimostrazione che il fattore religioso non è preponderante, Scott Atran, porta l’esempio di quello che accade tra i Curdi, dove “i musulmani stanno difendendo cristiani e yazidi che vengono attaccati dai fondamentalisti”.

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