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Politica
Paceco

La bufala del Sindaco Scarcella, secondo Pellegrino

17 Maggio 2019 15:09, di Salvatore Morselli
La bufala del Sindaco Scarcella, secondo Pellegrino
Politica
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Duro intervento dell’ex sindaco di Paceco Totò Pellegrino al sindaco attuale Giuseppe Scarcella. Motivo del contendere il taglio degli alberi dalla piazza Vittorio Emanuele, alberi che hanno rovinato il basolato della piazza e la cui scelta “scellerata”, a detta di Scarcella, è imputabile a Pellegrino.Che ora risponde per le rime. “ Il Sindaco Scarcella ha dichiarato pubblicamente che sarebbe stata mia la "scelta scellerata" di piantare questi pini che adesso hanno estirpato.
E' una menzogna, una bufala! I fatti sono questi. Nel 1998, prima di completare la mia sindacatura, la mia Giunta ha approvato il progetto ed ha appaltato i lavori di rifacimento della piazza. Il progetto prevedeva di sostituire 19 pini (su un totale di 31) con pini della stessa specie esistente che era il pino d’Aleppo, un tipo di pino che arredava la piazza da circa 70 anni senza creare gravi danni. Il Sindaco  che mi è succeduto, nel 1999, nella fase di esecuzione dei lavori, – continua Pellegrino -ha ritenuto di sostituire tutte le piante con il pino domestico (pinus pinea) che ha un maggiore sviluppo rispetto alla specie precedente e che, quindi, arreca più danni.Allora, da cittadino e da agronomo, ho anche contestato, pure per iscritto, quella modifica del progetto ma non fui ascoltato”.
Sulla questione prende posizione anche il consigliere comunale Vito Bongiorno. “ Che la piazza avesse bisogno di un intervento per riparare l’inopportuna scelta di alcuni anni fa di insistere sui pini era nelle cose. Ma le modalita’ d’azione dell’amministrazione comunale appaiono inadeguate, frettolose, e improprie sul piano del merito e su quello del metodo. Sul merito, bisognava capire, in primis, se era possibile salvare i pini con interventi strutturali sul suolo, poi se l’amministrazione ha predisposto un progetto complessivo della piazza a cominciare dal riposizionamento del monumento del 1936, dono di una ditta di allora e non presente nell’originario progetto della piazza. Sul metodo, l’amministrazione pecca di sensibilita’ democratica e di partecipazione. Non ha informato per tempo la popolazione, non ha coinvolto il consiglio comunale su come si voleva intervenire ne’ ha ascoltato dovutamente gli esperti. Tutto e’ stato fatto in gran segreto, come se la piazza, il nostro salotto cittadino, appartenesse solo a qualche temporaneo amministratore. Non si sa niente su cosa verra’ impiantato e su come. Ci sconforta e ci addolora – continua Vito Bongiorno - vedere la parte piu’ bella del paese ferita, sconquassata, un paesaggio surreale. Ci indigna soprattutto l’arrogante autoreferenzialita’ e la stupida sicumera di chi ritiene giusto decidere da solo. Il sindaco e la giunta si sono trovati, per caso, caduto dal cielo, un finanziamento del governo dato a pioggia ai comuni. Hanno deciso, senza pensarci troppo, di utilizzarlo per mettere in sicurezza la piazza. Bene, hanno realizzato uno scempio.
 

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