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Attualità
Erice

La città festeggia San Giuliano

21 Maggio 2014 18:19, di Niki Mazara
La città festeggia San Giuliano
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Si celebra domani, ad Erice, la festa di San Giuliano, il santo che ha dato il nome alla città per circa 900 anni, fino al 1936. Per l'occasione sarà celebrata nella chiesa a lui intitolata, riaperta da qualche anno dopo oltre settant'anni di chiusura, una messa, animata dalla corale del Real duomo di Erice, con inizio alle ore 18.30. Seguirà la processione del simulacro del santo sul sagrato e la cena in piazza. Per l’occasione sarà esposto il “tesoro” del santo che potrà essere ammirato dai visitatori nel corso di tutta l’estate 2014. Il “tesoro” - che raccoglie opere di argenteria del secolo XVII, XVIII e XIX - torna ad Erice dopo più di cinquant'anni e sarà visitabile presso l'Oratorio della Concezione annesso alla chiesa. L'edificio religioso, una delle quattro antiche chiese parrocchiali ericine, posta sul punto più alto del monte, porta il nome di un antico martire della chiesa cartaginese venerato su ambedue le sponde del Mediterraneo fin dall’epoca tardo imperiale. Dopo la riconquista normanna della Sicilia e i fatti leggendari che attribuirono a San Giuliano la liberazione del monte dal dominio musulmano, il suo nome fu associato alla montagna ericina, così come alla rinata città sul monte. Dopo il concilio di Trento e la successiva divisione del territorio cittadino in parrocchie, la chiesa di San Giuliano fu tra le quattro a ricevere un quartiere di pertinenza. La chiesa conobbe un periodo di particolare splendore nel XVIII secolo sotto la guida di pastori appartenenti alla nobile famiglia Grimaldi, di origine genovese, che curarono l’ingrandimento, il restauro e l’abbellimento dell'edificio sacro. La chiesa, purtroppo, rovinò nel 1927 e - nel 1941 - essendo ormai avviata irreparabilmente al crollo, fu privata del titolo parrocchiale, le sue suppellettili preziose e i suoi parati furono trasferiti all'Istituto "San Rocco" per essere affidati alla custodia delle Suore figlie della Carità di San Vincenzo dei Paoli. Il continuo spopolamento di Erice comportò, tuttavia, anche la chiusura di questo Istituto ed essendo andate vie anche le suore, nei primi anni Settanta l’immobile - l’antico monastero di San Pietro - passò al Centro di Cultura scientifica "Ettore Majorana". L’argenteria e i parati di San Giuliano furono prelevati e trasferiti a Palazzo del Seminario Diocesano.

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